Corriere fiorentino: "In un momento così, Vanoli deve studiare qualche soluzione capace di restituire fiducia"
Che partita avrà in mente Vanoli in questo mezzogiorno (e mezzo) di fuoco? Difendersi a oltranza non avrebbe senso
La Fiorentina è stata creata con una spiccata vocazione offensiva. Adesso, senza tradirla, Paolo Vanoli deve andare a trovare l’equilibrio per tirarla fuori dai guai. Quella con l’Inter è la partita peggiore, ma per assurdo anche la più semplice, quella in cui i giovani viola hanno niente da perdere e possono affrontarla con l’animo lieve, provando a gasarsi alla Scala del calcio. Sino a questo momento, almeno nei confini domestici, la squadra con lo scudetto sul petto è sembrata di un altro pianeta. Sei vittorie e un pareggio in casa della Roma. Anche la regina ha una difesa ballerina e tende a sbagliare l’approccio, ma a differenza della Fiorentina ha una forte capacità di reazione. Per quattro volte è andata sotto nel primo tempo, per tre persino di due gol, e ha sempre rimontato. Con Napoli, Udinese e Bologna sino a vincere, all’Olimpico per evitare la sconfitta.
Che partita avrà in mente Vanoli in questo mezzogiorno (e mezzo) di fuoco? Difendersi a oltranza non avrebbe senso. L’Inter ha il miglior attacco della serie A, la Fiorentina la difesa peggiore al netto del Monza che ha giocato una partita in più. Sarebbe un massacro annunciato. Chissà se l’allenatore viola ha visto come il Bruges in Champions ha dato scacco matto ai nerazzurri, vincendo 4-3 una partita pirotecnica e emozionante.
I belgi lo hanno fatto giocando senza paura, pressando alto, chiudendo le linee di passaggio e dando vita a ripartenze fulminanti sulle fasce. Tresoldi, il centravanti italiano che gioca nella Under 21 tedesca e che per adesso si è mostrato indifferente al corteggiamento di Mancini e della Nazionale, ha chiuso con una tripletta. Forbs, una freccia imprendibile, ha conquistato il rigore e messo il piede in tutte le altre tre reti. Virgili, sull’altra corsia, ha colpito solo (si fa per dire) un palo e mandato ripetutamente in crisi Bisseck. Attaccare bene, per difendersi meglio. Non è solo uno slogan. Facile dire oggi che i difensori viola da Dragusin a Pongracic, passando l’infortunato Ranieri e arrivando sino a Viery, sbagliano. È vero, hanno mostrato amnesie cla morose. Ed è altrettanto vero che il centrocampo, fragile e inconsistente, non fa filtro. Bisogna imparare a difendersi da squadra, a cominciare dagli attaccanti.
Al resto deve pensare Vanoli che, in un momento così, deve studiare qualche soluzione capace di restituire fiducia. Un po’ come fece l’anno scorso con Parisi alto a destra. Forse potrebbe lavorare sulla posizione di Mastantuono che, se si sprema per coprire le spalle a Jimenez, perde lucidità nel momento in cui deve fare male. La Viola ha giocato alla pari con il Como, ma ha perso male. Arbitro e Var hanno condizionato pesantemente la domenica del Franchi, ma saltano agli occhi in modo altrettanto evidente gli errori davanti a Butez, tre o quattro clamorosi. Il Como è stato letale, la Fiorentina sciagurata. Njie è un prospetto su cui bene ha fatto Paratici a mettere le mani, però non vede la porta. Serve qualcosa in più da Mastantuono, il più bravo della compagnia: deve essere meno egoista e più lucido per provare a bucare la non irresistibile difesa di Chivu. Milano può essere la scintilla che serve a riaccendere la Fiorentina.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport