Corriere fiorentino duro: "Anno horror, da settembre a settembre soltanto Lecce e Genoa hanno fatto peggio"
Ad oggi, considerando 12 mesi, non si può certamente essere contenti. La difesa è un flop e Kean è ancora il miglior marcatore
Da settembre a settembre, dal Napoli al Napoli, da una sosta in archivio a una ancora in corso. Gli ultimi dodici mesi viola sono stati un calvario. I numeri, del resto, non mentono.
Settembre 2025, infatti, si aprì con la sosta per le Nazionali, da cui i viola tornarono affrontando al Franchi il Napoli e rimediando una sconfitta per 1-3. Era il 13 settembre. Quasi un anno esatto più tardi, invece, il 20 settembre scorso, la Fiorentina ha lasciato spazio alla sosta giocando proprio contro il Napoli e sempre tra le mura amiche, impattando sull’1-1. Un anno, quello trascorso, che al suo interno ha visto una rivoluzione a livello di rosa e svariati cambiamenti fuori dal campo: la coppia Pradè-Pioli come d.s. e allenatore, poi le dimissioni del primo e l’esonero del secondo, la scelta da parte di Ferrari e Goretti di Vanoli per la panchina, l’arrivo di Paratici, la mancata conferma di Vanoli, la scelta di Grosso e il conseguente esonero dello stesso dopo 3 partite di A e infine il ritorno di Vanoli, per un tam-tam di eventi incalzante e di risultati contraddittori e altalenanti. In questi mesi, infatti, De Gea e compagni hanno disputato 41 partite di campionato: dalla terza giornata della Serie A 2025-26 alla quinta del 2026-27 i viola hanno collezionato 10 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte per un totale di 44 punti con 46 gol segnati e 61 subiti.
Nella provvisoria classifica dell’anno solare i viola sono al nono posto in classifica a quota 37 punti (in 26 giornate) insieme al Cagliari, a -6 da Lazio e Atalanta, -9 dal Milan e -10 dalla Juventus. Analizzando le 17 squadre presenti nel massimo campionato sia nel 2025-26 che nel 2026-27 la Fiorentina, con i suoi 44 punti in 41 partite (media di 1,07 a partita) staziona al momento al quindicesimo posto: solo Lecce (43) e Genoa (41) hanno raccolto meno punti. Dividendo il risultato degli allenatori il quadro è ovviamente frammentato: da settembre in serie A Pioli ha raccolto 2 punti in 8 gare, con 6 gol segnati e 15 subiti; Grosso zero in 3 gare, con 1 gol segnato e 9 subiti, e infine Vanoli 42 in 30 incontri (10 vittorie, 12 pareggi e 8 sconfitte) con 39 gol segnati e 37 subiti.
All’interno delle 46 reti segnate in tale periodo il capocannoniere è Kean seguito da Gudmundsson e Mandragora, tutti ormai ex viola. In tutto ciò si aggiungono poi i risultati nelle coppe: in Coppa Italia la Fiorentina ha collezionato 2 vittorie (con Benevento e Pisa) e 1 sconfitta (con il Como, a gennaio), mentre in Conference 7 vittorie e 5 sconfitte. Il quadro in tutte le competizioni dice così 19 vittorie, 14 pareggi e 23 sconfitte: i viola negli ultimi dodici mesi hanno perso il 41% delle gare giocate. Il bilancio delle prime 5 di campionato non ha generato troppi benefici e in più, se le 4 reti segnate al Venezia hanno almeno momentaneamente sistemato il bilancio offensivo (6 gol in 5 partite), difensivamente la Fiorentina con 12 reti al passivo ha fatto registrare uno dei peggiori dati della propria storia e un numero che riporta sinistramente alla memoria il 1992-93, quando le reti subite furono 13 nelle prime 5.
La Fiorentina non può più permettersi di viaggiare a intermittenza: per uscire dalla nebbia della malinconia serve un anno da chiudere con risultati solidi, concreti e soprattutto duraturi. I risultati ottenuti dal ritorno di Vanoli fanno ben sperare e hanno restituito speranze ed entusiasmo, adesso però serve un passo in più. Per mettersi alle spalle questi 12 mesi bruttissimi e cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino