Corriere fiorentino: "Con Paratici nuovo modo di fare mercato, con Pradè i viola arrivavano in seconda battuta"
E' cambiato proprio approccio rispetto a quel che si vedeva con Pradè, che ci tenne a dire come un club come la Fiorentina dovesse necessariamente essere attendista.
C’è un uomo sempre più solo al comando della Fiorentina, e c’è una nuova strategia che rompe con il passato, quando sul mercato i viola erano costretti ad attendere le mosse delle big prima di poter avviare le proprie trattative. L’arrivo di un altro difensore dopo Viery, un fedelissimo di Paratici come il romeno Radu Dragusin, conferma i pieni poteri concessi al ds (che ha scelto di affidare la squadra Primavera all’esperto Aurelio Andreazzoli) che ha abbandonato la fase attendista del passato, quando — come tenne a dire Pradè — la Fiorentina era costretta ad affrontare mercati in seconda battuta rispetto ai club più ricchi, per giocare d’anticipo.
Così dopo aver sbaragliato la concorrenza (forte) su Viery con un’offerta che ha convinto il Gremio, stavolta Paratici non ha perso tempo nemmeno su un suo pallino, quel Dragusin che aveva già visto crescere nelle giovanili dalla Juventus e che aveva già prelevato dal Genoa, per il suo Tottenham, nell’estate del 2024 per la bellezza di 25 milioni di euro più 5 di bonus. Vero, sul centrale si era informato anche il suo predecessore Pradè, più o meno a ridosso del mercato invernale di un anno fa (il giocatore però nicchiò per la posizione in classifica viola), ma stavolta il passo tra il corteggiamento del gennaio scorso e l’accordo è stato brevissimo, ratificato nello scorso weekend quando la maggior parte delle cessioni sono ancora da definire. Insomma chi si aspettava una Fiorentina che prima di acquistare avrebbe dovuto vendere è rimasto spiazzato da un inizio d’estate che vede i viola protagonisti, perché disposti ad anticipare gli investimenti e a rimandare alle prossime settimane le inevitabili cessioni del caso. Per consegnare a Grosso un altro centrale Paratici si è impegnato a versare al Tottenham 1 milione e mezzo per il prestito immediato e altri 17,5 milioni al superamento della ventiduesima presenza da 45 minuti, un esborso notevole per un difensore che il ds conosce come le sue tasche e che ha voluto fortemente la Fiorentina.
Rientrato a inizio anno dopo il recupero dall’operazione al legamento crociato Dragusin era finito fuori dai titolari per l’arrivo di De Zerbi, da qui la decisione di accettare la chiamata di Paratici anche a dispetto delle avances del Fenerbahce. Per la Fiorentina ha accettato un ingaggio più basso di quello percepito in Inghilterra (in viola firmerà un quinquennale da 2 milioni netti a stagione) ma intanto sul piano delle strategie in difesa il suo arrivo può cambiare qualche scenario. Mentre su Comuzzo l’apertura a una partenza può ampliarsi dal prestito a una cessione definitiva, ora anche il futuro di Pongracic è meno scontato, anche perché del gruppo dei centrali è Ranieri quello più certo di restare.
Di certo con due operazioni chiuse e altrettante destinate a chiudersi, il centrocampista Thorstvedt e l’esterno Koleosho, l’idea di Paratici è sempre più chiara: accelerare su profili funzionali anche a costo di anticipare parecchi milioni (oltre i 17 per Viery sono 19 quelli per Dragusin, nel caso di conferma, cui aggiungere i quasi 30 per i riscatti obbligatori di Fabbian e Brescianini) rimandando l’opera di sfoltimento sulla rosa.
Si spiega anche così il fatto che nessuno in casa viola sia considerato incedibile, anche nei casi di Fagioli e Kean che ad oggi non hanno proposte ma che restano i calciatori più preziosi. Così facendo, quando il mercato entrerà nel vivo e parecchie pretendenti passeranno dalle parole ai fatti, la base della squadra da consegnare a Grosso avrà già i suoi punti fermi, e lasciar partire qualche senatore sarà solo la logica conseguenza di un gioco d’anticipo che Paratici ha già avviato.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino