Probabile

Corriere dello Sport: "Viola passa a centrocampo a tre. Favorito Brescianini su Oulai, che non è neanche al meglio"

Limitare al minimo i danni in difesa, cosa che preoccupa maggiormente il tecnico varesino a causa dei diciassette gol subìti in sette gare

25 ottobre 2026 09:22
Corriere dello Sport: "Viola passa a centrocampo a tre. Favorito Brescianini su Oulai, che non è neanche al meglio" -
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Scontato, inevitabile. «Serve la partita perfetta», ha detto Vanoli alzando al livello più alto di difficoltà l’impegno della Fiorentina oggi a Milano: e non può che essere così se vai a giocare in casa dei campioni d’Italia e ci vai trascinando dietro i problemi ben evidenziati dalla classifica. A parte che fare la partita perfetta è una parola anche per le squadre più organizzate e pronte, figuriamoci per quella viola ancora alla ricerca di se stessa, ma com’è fatta la partita perfetta? Che cosa ci devono mettere dentro De Gea e compagni per tornare a casa dal Meazza con un risultato positivo? Numeri e prestazioni alla mano, almeno tre cose fondamentali.

ZERO ERRORI. In primis, limitare al minimo i danni in difesa, cosa che preoccupa maggiormente il tecnico varesino a causa dei diciassette gol subìti in sette gare. Non è tanto una questione di errori dei singoli, quanto di mentalità difensiva, sempre per dirla con le parole dell’allenatore che oggi sarà pure ex della partita. Tradotto: i singoli difensori sbagliano, ma l’errore vero è la mancata protezione della porta, senza i collegamenti giusti e adeguati tra i reparti, ed è un difetto non da poco specie pensando a Pio Esposito e Thuram là davanti nell’Inter, ai centrocampisti nerazzurri che sanno inserirsi e andare al tiro come pochi in Europa e nessuno in Italia. «Non siamo mai riusciti a tenere inviolata la nostra porta», è l’altro cruccio che angustia Vanoli e non lo riporterà ancora indietro a Firenze solo se la difesa sarà un blocco unico per chiudere tutti gli spazi con l’aiuto dei centrocampisti e degli attaccanti, e se Jimenez, Dragusin, Pongracic e Viery (i quattro potenziali titolari ripetendo la linea arretrata anti Como) non sbaglieranno nulla. Perché è sicuramente questione di fase difensiva, ma basta un errore di uno e salta tutto. 
 
UOMO CONTRO UOMO. A proposito di marchi: quello distintivo dell’Inter, non da oggi, è il centrocampo con tre interpreti che sanno abbinare qualità a quantità, più due esterni che di qua e di là costruiscono e spingono, quindi una Fiorentina come al solito a due nel mezzo stavolta non è davvero proponibile: Vanoli passerà a tre aggiungendo Brescianini (favorito su Oulai che non è nemmeno al meglio) accanto a Ndour e Fagioli, e intanto così non andrà in inferiorità numerica allargando il raggio d’azione dei mediani, poi chiederà un nuovo sacrificio a Mastantuono e Njie per contrapporsi uomo contro uomo agli attacchi dell’Inter con tutte le forze a sua disposizione. Infine, già che si parla di difetti che non fanno dormire il tecnico viola, l’argentino e lo svedese sopra citati ai fianchi di Pellegrino (ma è stato ballottaggio serrato con Beto fino alla rifinitura), e tutti i calciatori della Fiorentina quando ribaltano la fase da difensiva a offensiva, dovranno avere la massima concretezza - spesso mancata - per capitalizzare le occasioni, che verosimilmente tante l’Inter non ne concederà. Questa è la partita perfetta. Questo è il modo per la Fiorentina di provare a fermare i campioni d’Italia.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport