Corriere dello Sport: "Vanoli entusiasmato da Gonçalves. La sosta per recuperare condizione fisica"

E ad esserne entusiasta non è soltanto il nuovo-vecchio allenatore viola, ma lo sono i tifosi della Fiorentina fin dall’annuncio sul gong del mercato.

24 settembre 2026 09:24
Corriere dello Sport: "Vanoli entusiasmato da Gonçalves. La sosta per recuperare condizione fisica" - Firenze, Stadio Franchi, 05.09.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 05.09.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Condividi

E sono stati quattro punti senza Pedro Gonçalves: quelli fatti dalla Fiorentina del Vanoli-bis contro Venezia e Napoli per interrompere l’emorragia di sconfitte e provare a invertire percorso e corso subito in clamorosa salita. Sì, il fantasista-esterno portoghese c’era in tutte e due le partite (subentrato a dieci minuti dal 90’ nella prima e a venticinque nella seconda), ma a differenza di quella vista nella mezz’ora di Coppa Italia con il Pisa, con gli azzurri di Allegri non nella sua miglior versione. «Se chi entra, entra così, possiamo fare bene e andare lontano», ha detto Vanoli proprio nel post-Napoli e forse è stato soprattutto un esercizio di giustificata fiducia, perché nessuna cosa clamorosa è venuta fuori dai tre su cinque con minutaggio cospicuo (Valdepeñas e Beto gli altri due) che hanno partecipato alla sfida con i vice-campioni d’Italia. Anzi, fiducia senza forse. «Pedro mi entusiasma».

INTERNAZIONALE. Appunto, sempre nelle parole di Vanoli e sempre nell’analisi in sala stampa. Pedro è ovviamente Gonçalves, come vuole essere chiamato e non con il soprannome (Pote) che ha anticipato il suo arrivo a Firenze. E ad esserne entusiasta non è soltanto il nuovo-vecchio allenatore viola, ma lo sono i tifosi della Fiorentina fin dall’annuncio sul gong del mercato, mancato l’aggancio a Cancellieri, che Paratici aveva aggiunto anche il ventottenne di scuola Sporting (prestito oneroso da 2,5 milioni, diritto di riscatto fissato a 22,5 milioni). Un nome, uno che dal Portogallo si è portato dietro un centinaio di gol, così tanto per gradire, e un bel pacchetto di esperienza tra campionato, coppe nazionali e europee (21 presenze, 5 gol e 6 assist in Champions League, 15 presenze, 6 gol e 4 assist, lo score personale decisamente significativo) dopo un paio di stagioni di formazione al Wolverhampton tra il 2017 e il 2019. Ma è con lo Sporting chiaramente che si è ritagliato una certa fama: e anche quella se l’è portata dietro. 
 
PEDRO DIECI. «Io sono un 10». Con le parole invece del calciatore lusitano e se quel numero stuzzica fantasie e pensieri calcistici peccaminosi dovunque, figuriamoci a Firenze dove da Montuori a Mutu, passando per De Sisti, Antognoni, Baggio e Rui Costa, hanno applaudito e ammirato campioni che ancora fanno sciogliere d’emozione i tifosi. «Per le esigenze della squadra ovviamente posso giocare da esterno». Perché il discorso è questo. Gonçalves è arrivato in teoria per essere alter ego di Njie nelle coppie di esterni (Mastantuono-Gnonto a destra) a garantire due elementi per ruolo, ma è un trequartista centrale, quindi perfetto per il 4-2-3-1 a cui Vanoli si è affidato per raddrizzare una barca che faceva acqua da tutte le parti. In primis, nel modo di stare in campo. E allora lì ci si immagina l’ex Sporting, lì vertice alto del centrocampo che è stata la posizione di Atta finora (Vanoli risolverà il problema che problema non è) a ridosso del centravanti da lanciare verso la porta avversaria, lì per colpire creandosi l’occasione dal niente (Fiorentina-Pisa valga da promemoria). Quando? Non appena la condizione atletica sosterrà una testa veloce e piedi di velluto. «Sarò al meglio dopo la sosta». Poi, sarà Pedro Pedro Pedro Pedro pe (e questo per dirlo come la grandissima Raffaela Carrà).

Lo scrive questa mattina in edicola il Corriere dello Sport