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Corriere dello Sport: "Vanoli è fiducioso e preoccupato allo stesso tempo. Inter domani prova definitiva"

Serve una prestazione di squadra e da squadra. Che l’allenatore va a comporre pescando qua e là dalle singole situazioni dei singoli giocatori

24 ottobre 2026 10:28
Corriere dello Sport: "Vanoli è fiducioso e preoccupato allo stesso tempo. Inter domani prova definitiva" - Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Si può essere fiduciosi e preoccupati allo stesso tempo? Se sei l’allenatore della Fiorentina sì e Paolo Vanoli non ha alcuna difficoltà ad ammetterlo, perché riflette esattamente il suo stato d’animo attuale. «Con il Como - ha detto il tecnico viola in conferenza pre Inter - la squadra ha dimostrato le tante qualità che appartengono al suo dna, oltre all’impegno e al gioco, e queste sono le cose che appartengono alla fiducia. Ma non siamo mai andati in vantaggio in nessuna delle partite disputate e in totale abbiamo incassato diciassette gol, che da ex difensore mi fanno ancora più male. E questa deve essere una preoccupazione. Però, ai miei calciatori ho sottolineato una volta di più che è la strada e va trovato il punto d’equilibrio tra riuscire a fare gol e non subirli».

PARTITA PERFETTA. L’Inter domani non è nemmeno un esame, è una prova definitiva: in casa dei campioni d’Italia sarà comunque un crocevia della stagione della Fiorentina, perché dal tipo di atteggiamento in campo e dalla prestazione - più che dal risultato - si potranno finalmente individuare scenari e ambizioni della squadra viola. Vanoli, stavolta tra le righe, lo conferma. «Dobbiamo andare là per fare qualcosa d’importante, per fare punti e portare a casa la vittoria, a proposito di mentalità da coltivare sempre se vogliamo crescere. Differente è come si va ad incontrare un avversario fortissimo: se ci andiamo da presuntuosi non abbiamo capito niente». La Fiorentina non può e non deve commettere questo errore. «Dobbiamo fare la partita perfetta, cosa finora fatta solo a tratti, alzando il livello d’attenzione e sotto questo aspetto la gara di San Siro sarà molto indicativa per me». 
 
DE GEA PIÙ DIECI. Serve una prestazione di squadra e da squadra. Che l’allenatore va a comporre pescando qua e là dalle singole situazioni dei singoli giocatori. Cominciando dal numero uno, cioè dal portiere. «De Gea? È il mio capitano. E non si discute». I terzini. «Dodo? Ribadisco quello che ho sempre raccontato dal giorno del mio ritorno a Firenze: può partire sempre titolare. Quanto a Jimenez, a sinistra è un’opportunità, come lo sono con le loro rispettive caratteristiche sia Viery che Valdepeñas, ma ora lo vedo a destra». I centrocampisti. «Ndour gioca titolare perché se lo merita, però ha tanti margini di miglioramento e non si deve sedere, come nei due-tre giorni successivi al gol da 60-70 metri realizzato con la Under 21». Sotto con Oulai, sulla bocca di tanti se non tutti. «Sta bene, deve conquistarsi il posto sul campo e poi difenderlo: un giovane deve fare questo e non c’entra quanto è stato pagato». Gli attaccanti. «A Mastantuono faccio i complimenti. Ragazzo intelligente, disponibile, ha grande voglia di dare un contributo alto alla Fiorentina che l’ha cercato e che lui ha voluto. È un talento e quel talento dobbiamo metterlo al servizio della squadra». Njie? «Deve continuare così e non si deve demoralizzare, accettando le critiche perché siamo in una piazza importante».  
Ricapitolando tutto e mettendoci dentro Vanoli? «C’è grande unità d’intenti tra noi all’interno del club e ho un direttore sportivo di altissimo livello che, non nego, mi può portare a un livello più alto. Poi, aziendalmente, domani potrebbe anche mandarmi via, perché questo è il calcio». Lo dice, ma ovviamente pensa a tutt’altro.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport