Corriere dello Sport sulla forma di Atta: "La sosta è un opportunità per rilanciare il francese"

Non è stato il super Atta immaginato. Ma la sosta gioca a suo favore per sistemarsi a livello fisico-atletico e migliorare la conoscenza reciproca con i compagni

26 settembre 2026 09:44
Corriere dello Sport sulla forma di Atta: "La sosta è un opportunità per rilanciare il francese"  - Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Perfino Grosso non ci credeva. «Davvero lo prendiamo noi?», aveva detto il tecnico nel giorno (9 luglio) della sua presentazione al Viola Park, proprio nelle ore in cui Paratici stava chiudendo la trattativa per portare Arthur Atta a Firenze: 70 per cento del cartellino per una spesa iniziale di venticinque milioni di euro, a cui va aggiunto il 30 per cento sulla futura rivendita in un affare complessivo da quaranta milioni circa, ed ecco confezionato il colpo dell’estate.

BALLETTO. Da allora sono trascorsi due mesi e mezzo e molte cose sono già cambiate. Intanto, Grosso da domenica 6 settembre non è più l’allenatore della Fiorentina per colpa delle tre sconfitte subìte nei primi tre turni di campionato contro Roma, Frosinone e Torino, e per “colpa” un po’ anche dello stesso Atta in questo do ut des di responsabilità che ha determinato l’inizio-choc della squadra viola e l’inizio ugualmente al di sotto, se non molto al di sotto, delle aspettative da parte di quasi tutti i calciatori della rosa. Francese compreso che era, è e sarà uno degli elementi al centro delle attenzioni generali: per il carico di aspettative intorno al suo arrivo, per i soldi spesi, per la qualità che l’ohhhh di sorpresa non l’ha fatto fare solo a Grosso, ma al mercato intero e soprattutto ai tifosi viola e per loro è stato più di soddisfazione oltre che di meraviglia, questo Atta a Firenze non è stato quello che si pensava. A proposito di cause, mettiamoci il balletto (meglio: equivoco) tattico legato alla posizione in campo dell’ex Udinese, che Grosso nelle amichevoli ha provato subito da mezzala sinistra, poi da trequartista nei due dietro alla punta centrale passato dal 4-3-3 al 4-3-2-1 in assenza di esterni offensivi di ruolo, salvo poi con l’ingresso del campionato fargli fare un giro completo: trequartista in coppia con Mastantuono a Roma, di nuovo mezzala contro il Frosinone, trequartista (subentrando) alle spalle del centravanti contro il Torino. Che fosse spaesato (Atta) e il rendimento ne potesse risentire era il minimo. 
 
SOSTA AMICA. Infine, lì (trequartista centrale) è rimasto quando la panchina se l’è presa Vanoli nell’ulteriore svolta tattica verso il 4-2-3-1 e alle spalle di Beto una partita (a Venezia) e di Pellegrino l’altra (contro il Napoli), ha giocato le due partite del Vanoli-bis con risultati personali così così, e insomma ancora - sempre legato a una condizione atletica non ottimale - non è stato il super Atta immaginato. Ma la sosta gioca a suo favore per sistemarsi a livello fisico-atletico e migliorare la conoscenza reciproca con i compagni. Certo, la Nazionale francese e impressionare Zinedine Zidane rimangono obiettivi concreti, però del 22enne cresciuto tra Rennes e Metz per il momento c’è traccia al Viola Park e non a Clairefontaine, sede del ritiro del Galletti. E a Vanoli, anche se a sua volta s’immagina un giorno Atta con la maglia dei Bleus come corrispondenza diretta delle prestazioni personali e di squadra, averlo in questi giorni a Bagno a Ripoli non dispiace di sicuro: tocca a lui (Vanoli) trovare la collocazione migliore per esaltarlo, di sicuro spesso nel vivo del gioco e più vicino possibile alla porta avversaria. Da centrocampo in su, Arthur piedi raffinati e mente veloce, comunque dove lo metti Atta.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport.