Corriere dello Sport su Kayode: "Il posto toccava a Dodò, non era possibile resistere ai 18 milioni del Brentford"
Un missile: 32 km/h come velocità di punta: "La mia qualità principale è crederci sempre e andare avanti Spero di poter ispirare i giovani"
L ’ adrenalina per il debutto, Micheal non ha chiuso occhio, messaggi e telefonate di complimenti. Lo ha chiamato anche Daniele Pradé, ex direttore sportivo della Fiorentina. Kayode ieri è tornato a immergersi nel suo mondo e anche nella piscina del Viola Park, dove sono finiti gli azzurri di rientro dalla notte dalla Turchia per rigenerare i muscoli. Il terzino del Brentford ha dedicato il gol alla compagna Eleonora, conosciuta a Firenze, e alla piccola Amelie, nata alla fine di luglio. Nella zona mista del Timsah Arena di Bursa aveva un sorriso largo così. «Sì, questo è il momento più bello della mia carriera. Debuttare in questo modo con la Nazionale e segnare un gol è stato fantastico. Sono felice».
ATTESA . Funziona così nel calcio italiano. Si ragiona per plusvalenze e bilanci, non si tutelano le scelte tecniche. Il posto toccava a Dodo. Non era possibile resistere ai 18 milioni offerti dal Brentford. Spalletti e Gattuso parlavano da tempo di Kayode, per tanti e troppi motivi non poteva essere chiamato in Nazionale. Mancini, rientrando a Coverciano, ha chiesto e ottenuto da Baldini, ct dell’Under 21, la possibilità di inserirlo nel nuovo gruppo azzurro. Un esordio da favola. Michael, sotto la pioggia di Bursa, correva come un cavallo di razza. Undici chilometri raccontano le statistiche, 32 chilometri orari come velocità di punta, è andato tre volte al tiro, determinando il 2-0 di Frattesi e firmando il terzo gol. «Sono state frazioni di secondo. Nella prima occasione, ho provato a chiudere il tiro sul secondo palo, ma il portiere ci è arrivato. Bravo Davide, era pronto e ha messo dentro. Nell’azione del 3-0, ho visto lo spazio libero sul primo palo e ho pensato di calciare da quella parte». È entrato in campo senza timori. «Mancini mi ha detto semplici parole, mi ha raccomandato tranquillità e di giocare con personalità». Il suo maestro Bollini lo ha abbracciato. «Ho parlato molto con Alberto, ci conosciamo da tanti anni, mi ha rassicurato e incoraggiato. Dopo la partita era contentissimo». Kayode, con l’ingresso di Di Lorenzo, ha chiuso persino da ala destra, come accadde nella finale dell’Europeo U. 19 nel 2023. Lui e Palestra blindano la fascia.
LUI E CHERKI . L’esplosione di Michael non è una sorpresa. A maggio era entrato tra le tre nomination per il premio di miglior giovane della Premier, poi assegnato al francese Cherki, fantasista del City. Si troveranno di fronte venerdì a Parigi. La favola di Kayode, piemontese-nigeriano, è nata dalla gavetta. Il terzino di Borgomanero è cresciuto nel vivaio della Juve: a sedici anni venne mollato dai bianconeri e ripartì dal Gozzano in Serie D. Ora si gode l’azzurro. «Ha un grandissimo significato. Se il mio percorso dovesse diventare fonte di ispirazione per altri ragazzi che sognano di diventare calciatori sarei felice. Credo che la mia qualità principale sia stata quella di crederci sempre e di andare avanti».
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport