Corriere dello Sport su Gonçalves: "E' da marzo che ha poco minutaggio. Ha vissuto un estate da separato in casa"
Si è allenato poco e male nel mese di agosto ed è arrivato a Firenze indietro sul piano della condizione: per lui Vanoli ha studiato un percorso ad hoc ma solo in queste settimane
L'ultima gara giocata per intero risale al 22 marzo scorso, ad Alverca, in un 4-1 per lo Sporting in cui apre e chiude le danze. In mezzo, sette mesi e poco minutaggio per Pedro Gonçalves: arrivato in Italia a fine agosto, il portoghese ha messo insieme cinque spezzoni di gara col giglio sul petto, in tutto 84' minuti conditi da una rete, in Coppa Italia contro il Pisa; un gioiello da fuori che ha fatto crescere l'acquolina alla bocca ai tifosi viola.
MINUTI. Un mese esatto dopo il suo squillo nel derby toscano, quello rimane uno dei pochissimi assaggi del Pote in versione fiorentina. A Genova poteva partire dall'inizio, invece Paolo Vanoli lo ha buttato nella mischia a meno di 10 minuti dal termine. E il suo minutaggio quindi, invece che crescere, sta diminuendo: 10 minuti contro Torino, all'esordio, gli stessi anche a Venezia, poi 30 col Pisa e 24 col Napoli, fino ad arrivare al cameo di Marassi. La pausa, lo ha detto lo stesso Vanoli prima del break nazionali, doveva servire soprattutto a uno come Gonçalves per recuperare la condizione fisica migliore, che ancora però, nonostante le tre settimane di lavoro intensivo al Viola Park, non c'è. Colpa anche di un'estate travagliata, da separato in casa a Lisbona: il classe '98 era dato per partente dallo Sporting già a giugno, poi una trattativa solo abbozzata con l'Al-Itthiad e la decisione di rimanere in un campionato competitivo, con conseguente firma per la Fiorentina.
REBUS TATTICO. Si è quindi allenato poco e male nel mese di agosto ed è arrivato a Firenze indietro sul piano della condizione: per lui Vanoli ha studiato un percorso ad hoc ma solo in queste settimane. Il tecnico viola lo apprezza e lo vorrebbe incastonare in un sistema di gioco ancora non ben definito, per lui rappresenta il perfetto trequartista di possesso, l'uomo dall'imbucata in profondità, capace di duettare con Mastantuono (col quale parla la stessa lingua, quella dei palati fini del pallone). Non lo vede, per il momento, come esterno, a meno che non si tratti di una situazione specifica. Lì, sulle fasce, a Vanoli servono uomini di passo, Gnonto e Njie nello specifico, con la straordinaria eccezione di Mastantuono. Per inserirlo a pieno regime nel suo potenziale 4-2-3-1 servono garanzie fisiche che il Pote in questo momento fatica ad avere, ma anche una Fiorentina più solida, con più equilibrio (parola che il tecnico ripete ossessivamente, riferendosi anche e soprattutto alla capacità di supportare tutta l'opulenza offensiva di questa rosa). Gonçalves sì quindi, ma con degli accorgimenti necessari, pesi e contrappesi, in particolare in mezzo.
VERSO IL COMO. In questo momento Vanoli fa fatica a rinunciare a uno tra Ndour e Brescianini accanto a Fagioli (da rimandare l'esperimento Oulai). Il folletto di Vidago rimane una risorsa d'élite e potenzialmente uno dei migliori in rosa, paradossalmente però, a oggi, non facile da usare a causa delle fragilità della squadra. La gara col Como, per il contesto tecnico che si alzerà vertiginosamente a causa degli avversari, potrebbe essere l'ideale per un funambolo come il Pote, che però in questo momento può garantire soltanto un tempo di gioco. «Deve fare di più» ha detto su di lui Vanoli sabato. Un input semplice, da mettere subito in pratica.