Corriere dello Sport su Beto: "Due buone gare con la sua Guinea-Bissau. Rientra oggi al Viola Park"
Dal Genoa alla Juve, inizia un mese di fuoco: ci sarà bisogno della versione migliore dell’attaccante, ancora a secco
Beto è un ragazzone di quasi due metri che di certo non si fa intimorire dalla competizione. Fino all'età di sedici anni lavorava come cassiere in un Kfc in Portogallo per mettere insieme il pranzo con la cena e pagare le bollette per lui e sua madre, ma a tutti i colleghi in cucina giurava che sarebbe diventato un calciatore professionista. Figuratevi adesso, una dozzina di anni dopo, che è centravanti della sua nazionale e della nuova Fiorentina targata Paratici. Per lui nulla è stato mai garantito. Il ds viola in estate gli aveva preconizzato una situazione chiara: una squadra ambiziosa, che per questo, almeno in attacco, aveva bisogno di due titolari, anche se alla fine ne avrebbe giocato solo uno alla volta. In maniera implicita Paratici lo aveva investito di grande responsabilità con quella dichiarazione: «Kean partirà soltanto se troveremo un centravanti del suo livello». Ed ecco Beto. L'attaccante guineano, che voleva tornare in Italia, ha preso la palla al balzo. Ha concesso per adesso l'onore delle armi a Pellegrino, anche se con Vanoli (che ha sempre apprezzato l'ex Udinese) è stato lui a partire dal 1' nel debutto della gestione tecnica a Venezia. Nel complesso, in questo primo mese di stagione, è apparso ancora lontano da quel centravanti stile fullback da Nfl, capace di spostare corpi e gambe con la sola imposizione del fisico. «Non sono più lo stesso Beto di Udine» ha detto nella conferenza stampa di presentazione, lasciando intendere di essere diventato un calciatore meno impulsivo e più celebrale, ma la Fiorentina adesso, soprattutto in questo ottobre da film western, dal Genoa alla Juventus, ha bisogno di ritrovare la sua esplosività.
IL RIENTRO. Vanoli ricomincerà a lavorarci nelle prossime ore. Oggi Beto è atteso al Viola Park, reduce da due impegni positivi con la nazionale: la sua Guinea-Bissau ha approcciato al meglio al girone di qualificazione per la Coppa d'Africa, 5 gol fatti e zero subiti nelle prime due gare del girone, a impressionare non sono tanto le due marcature rifilate alla Tanzania (con Beto autore di un assist per Franculino), quanto il roboante 3-0 inferto alla stellare Nigeria di Lookman; due gare su due da titolare per l'attaccante viola, 170' in tutto e vibrazioni ottime che arrivano dal cuore dell'Africa e che dovrà portare già oggi al Viola Park. Le prime sedute per lui saranno di lavoro personalizzato, per un rientro graduale in vista dell'impegno di sabato prossimo, 10 ottobre contro il Genoa. Anche in chiave Marassi ripartirà il ballottaggio Beto-Pellegrino, col secondo (che ha svolto tutti gli allenamenti con Vanoli in questa sosta) in vantaggio, ma occhio al primo, che in questa settimana cercherà di ritrovare, almeno in parte, il “vecchio” Beto, un attaccante che Vanoli voleva già ai tempi di Torino.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport