Corriere dello Sport su Atta: "Problemi fisici lo hanno rallentato. Per Vanoli è fondamentale nel suo 4-2-3-1"
l ventitreenne nato a Rennes si piazzerebbe al centro della trequarti, facendo da anello di congiunzione tra le serpentine in profondità di Njie e la ricerca degli spazi interni di Mastantuono
Arthur Atta è definitivamente tornato in gruppo. Nel pomeriggio di ieri il centrocampista francese si è allenato a pieno regime assieme ai suoi compagni di squadra. Al mattino la Fiorentina si è dedicata alla parte atletica, mentre nel pomeriggio spazio al lavoro sul campo. Le tre settimane di sosta stanno dando modo ad alcuni giocatori di recuperare la forma, su tutti l’ex Udinese che aveva iniziato la stagione in maglia viola con le marce più basse per via dei problemi fisici. L’obiettivo è quello di portarlo a regime entro la ripartenza del campionato tra una decina di giorni. I presupposti legittimano un certo ottimismo.
LA STRATEGIA. Lo stesso Paolo Vanoli aveva fatto capire che la pausa sarebbe servita necessariamente per integrare uno dei migliori elementi della rosa per valore assoluto. E ora il tecnico viola sembra orientato a inserire Atta nel cuore di quel 4-2-3-1 collaudato contro il Napoli. Il ventitreenne nato a Rennes si piazzerebbe al centro della trequarti, facendo da anello di congiunzione tra le serpentine in profondità di Njie e la ricerca degli spazi interni di Mastantuono. Le sue doti di fantasista verrebbero, così, esaltate aggiungendo imprevedibilità a un reparto già abbondantemente qualitativo.
L’OCCASIONE. Secondo quanto filtra dal Viola Park, Atta è in vantaggio su Pedro Gonçalves, con il quale si giocherebbe potenzialmente il posto dietro la punta. Ad oggi Vanoli propende per il classe 2003, la cui forma fisica è in netta crescita rispetto al compagno di squadra portoghese. Inoltre il suo estro, la capacità di dialogare nello stretto e la predisposizione a inserirsi limiterebbero i riferimenti agli avversari. Tutto questo l’allenatore lo sa, ecco perché è al lavoro per definire l’introduzione del centrocampista in una zona del campo fondamentale, in un certo senso decisiva, per la costruzione della manovra offensiva.
L’ACQUISTO. Se vogliamo, c’è l’interesse primario del club a valorizzare le caratteristiche di Atta. Lo scorso luglio la dirigenza viola ha sborsato una cifra notevole per prelevarlo dall’Udinese a titolo definitivo: 25 milioni di euro più bonus, oltre a un 30% sulla futura rivendita da riconoscere ai bianconeri. Percentuale che la Fiorentina potrebbe ridurre fino al 10% pagando una somma in denaro concordata con la controparte. Ma questo lo si vedrà più avanti, nel frattempo la società viola è ben conscia di avere per le mani un calciatore di enorme talento da esaltare in ogni modo possibile cucendogli addosso l’abito giusto.
LE PAROLE. Se c'è una cosa che non manca ad Atta, quella è la determinazione: «Quando la Fiorentina ha bussato alla mia porta, non ho avuto dubbi sulla decisione da prendere», aveva dichiarato proprio al nostro giornale due mesi e mezzo fa. «Non mi sono lasciato influenzare da sensazioni o fattori esterni, e ho sentito subito che sarebbe stata la scelta giusta». E, tornando al ruolo che Vanoli è in procinto di affidargli avvicinandolo alla porta, il giocatore potrebbe dare il suo contributo in fase realizzativa. Anche perché ci aveva detto: «Tra i gol e gli assist, scelgo sempre i primi. Ma l'importante è che vinca la Fiorentina...».
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport