Corriere dello Sport: "Si riparte nel segno del 4-2-3-1: Mastanutono e Dragusin sono le certezze"

Adesso serve una squadra, quella squadra precisa. Nel segno del 4-2-3-1 e anche questo fino a prova contraria

03 ottobre 2026 09:05
Corriere dello Sport: "Si riparte nel segno del 4-2-3-1: Mastanutono e Dragusin sono le certezze"  - Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Individuare e scegliere una formazione titolare, diciamo base, a cui affidare le prossime sei partite è una delle priorità di Vanoli al Viola Park, adesso che la sosta gli consente di intervenire sul gruppo non più come aggiustatore, ma come costruttore. Con una premessa, meglio due: sono otto i calciatori prestati alle rispettive nazionali e alla trasferta di Genova manca ancora una settimana esatta, quindi l'una e altra sono variabili che incidono, ma non stanno impedendo al tecnico di trovare i magnifici undici con ritocchi e aggiustamenti che saranno solo di volta in volta e limitati: adesso serve una squadra, quella squadra precisa. Nel segno del 4-2-3-1 e anche questo fino a prova contraria.

DIFESA. Linea a quattro, quindi, con due alternative per ruolo davanti a De Gea, anzi a destra sono addirittura in tre per un posto e tre diventano perfino a sinistra adattando Joao Mario e (un po') Viery. E proprio il brasiliano è l'elemento che permette una duplice versione dela linea arretrata a seconda dei casi e delle esigenze: tra prove e controprove, sempre da ripetere da qui al Genoa e il discorso vale per ogni singolo reparto, Jimenez è davanti allo stesso Joao Mario e a Dodo sul lato di tribordo del veliero viola (per usare un coro caro alla Curva Fiesole), Dragusin per recupero dello status proprio con Vanoli e Ranieri per rendimento vanno a formare la coppia centrale con Pongracic al momento di rincorsa su entrambi, mentre sulla corsia mancina ci sarà Valdepeñas nella Fiorentina propositiva e Viery in quella conservativa: il Napoli e la difesa anti azzurri faranno scuola. 
 
CENTROCAMPO. Nonostante la formula ne preveda soltanto due (molto in teoria), è il settore in cui Vanoli ha avuto e sta avendo più difficoltà a mettere in pratica le proprie idee, perché i titolari in pectore, ma anche nel reale per ciò che hanno lasciato in eredità Venezia e Napoli, sono uno (Fagioli) con la Nazionale di Mancini e uno (Ndour) con la Under 21 di Baldini. E non c'è nemmeno Oulai, l'alternativa principale che già definirlo così è comunque fuori contesto, che torna lunedì al Viola Park, quindi l'allenatore varesino ne ha approfittato per dare continuità a Brescianini lì nel mezzo e per portarci Atta, arretrandolo, quando il francese ha ripreso a pieno ritmo dopo aver completato il programma personalizzato. Però, Fagioli e Ndour rimangono i riferimenti, con Oulai da inserire gradualmente anche nell'eventuale svolta dal 4-2-3-1 al 4-3-3. 
 
ATTACCO. Un esterno, un'ala che ala non è, il trequartista dietro il centravanti: a proposito di formule, Vanoli si è affidato a questa in attacco, sia nel debutto vittorioso in Laguna che nell'1-1 con i vice-campioni d'Italia al Franchi, con il succitato Atta elemento di raccordo, Njie a sinistra, Mastantuono a destra e tutti e tre alle spalle di Pellegrino centravanti. Considerati anche qui assenti finora impegnati in giro per il mondo, il tecnico viola insisterà con questi quattro e darà loro continuità più che sia possibile per garantirsi un rendimento altrettanto continuo verso l'alto, con Gnonto alter-ego di Njie, Gonçalves il numero 10 di riserva per qualsiasi esigenza e Beto in concorrenza con Pellegrino. Lavori in corso al Viola Park per la Fiorentina che dovrà essere.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport