Corriere dello Sport rivela: "Vanoli non ha voglia di rivalsa ma è contento e carichissimo"

Ora conta il presente e ancora di più il futuro

08 settembre 2026 08:10
Corriere dello Sport rivela: "Vanoli non ha voglia di rivalsa ma è contento e carichissimo" -
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Tre mesi fa Paolo Vanoli, che era l’allenatore della Fiorentina dopo averla salvata, non andava bene e da ieri è l’allenatore della Fiorentina al posto di Fabio Grosso, che tre mesi fa dopo aver disputato un buon campionato alla guida del Sassuolo, andava bene per il progetto ambizioso della nuova Fiorentina e da ieri non è più l’allenatore della Fiorentina: certe scelte fanno dei giri se non immensi di sicuro belli larghi e poi tornano al punto di partenza, perché nel percorso si sono trasformate in errori e ora la speranza di chi le ha fatte (scelte) e fatti (errori) è che questo sia il giro giusto. La cosa certa è che il tecnico varesino è rientrato al Viola Park con nessuna voglia di rivalsa, ma solo contento e carichissimo, come ha raccontato a chi lo conosce bene mentre entrava al centro sportivo intorno a mezzogiorno: semmai, con la voglia di spostare su un altro piano, elevandolo, l’ottimo lavoro della scorsa stagione.

Ci riprova con un’altra squadra, nemmeno questa sua come non lo era quella che aveva ereditato da Pioli, ma almeno il campionato è alla terza giornata e non all’undicesima, quindi ha più tempo a disposizione (e senza l’Europa) anche se la situazione è complicata, ma pure qui non quasi compromessa come lo era quella di novembre, nella ricerca di rimotivare e riqualificare un gruppo lontanissimo da identità e rendimento accettabili. E tutto questo Vanoli lo proverà a fare con altri termini e condizioni: dal contratto a termine giugno 2026 senza premi né prolungamenti che aveva sottoscritto per sostituire Pioli, è passato ad un contratto biennale da 1,2 milioni a stagione che bene si sposa al progetto e soddisfa le sue giuste richieste, a parole nella notte tra domenica e lunedì, nei fatti ieri con la firma. Già, domenica: fino all'ora di cena, la scelta della Fiorentina (Ferrari-Paratici-Goretti con l'avallo della famiglia Commisso) era di andare avanti con Grosso allenatore almeno fino al Napoli e alla sosta. Poi, intorno alle 22 c’è stato un confronto telefonico aspro, teso, divisivo, tra Paratici e Grosso, e quest'ultimo ha espresso forti dubbi sull'organico via mercato (cessione di Kean compresa) e sulla possibilità di riuscire a invertire tendenza e risultati. A quel punto il garante non è stato più garante e il garantito ha perso le garanzie, le divergenze si sono appuntite, i toni si sono alzati e, insomma, divorzio inevitabile: di fronte alla presa di posizione di Grosso e alla mancanza di dimissioni da parte sua, la Fiorentina ha provveduto ad esonerarlo.

Il Vanoli-bis (Paolo Cavalletto vice e stesso staff, eccezione fatta per Ceballos ora con Cuesta a Parma) è iniziato nel momento in cui al Viola Park nella notte ovviamente tra domenica e lunedì si è riunita la task force per risolvere la crisi come si fa nelle varie Cancellerie, tra tentativi (Thiago Motta) subito abortiti e poi smentiti, e un obiettivo chiaro: riportare a Firenze un allenatore che conosce bene la piazza e riprendere il filo del discorso interrotto a giugno, nonostante salvezza e impresa. Ma quello è ormai il passato, adesso conta il presente e ancora di più il futuro: Vanoli alla Fiorentina ha una nuova missione da compiere. Lo riporta il Corriere dello Sport.