Corriere dello Sport: "Quest'anno c'è posto per la competizione. E Vanoli sa come si fa a vincere la Coppa Italia"

L'anno scorso c'era da salvare il club e dunque spazio per pensare ad un trofeo ce ne era poco. Oggi il discorso è diverso.

14 settembre 2026 09:37
Corriere dello Sport: "Quest'anno c'è posto per la competizione. E Vanoli sa come si fa a vincere la Coppa Italia" - Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Vanoli sa come si fa. A vincere una Coppa Italia e allora il bis sulla panchina viola gli serve anche a questo. Certo, domani contro il Pisa sarà una Fiorentina differente da quella che è passata venerdì sera a Venezia e da quella che domenica ospiterà il Napoli al Franchi, ma non cambia la sostanza del discorso: segnando il gol della vittoria nella finale d’andata a Parma (allora era così), poi capitalizzato con l’1-1 a Firenze, il tecnico varesino ha conquistato da calciatore e da protagonista la Coppa Italia 2001 in maglia viola, e se questa Fiorentina «lo stuzzica» (parole sue) è sì per veder fiorirne il talento chissà fino a dove e, perché no?, pure per provare a regalare un trofeo a questo club, a questa città e a questi tifosi. Quello con la sua firma è stato l’ultimo: e sono passati venticinque anni.

ADESSO CONTA. Vanoli ne ha già avuto l’occasione lo scorso anno, però allora la Coppa Italia non interessava né a lui e né a chi al Viola Park pensava solo e soltanto alla maniera di uscire dal fondo della classifica e dall’incubo retrocessione. Figurarsi se l’ottavo di finale contro il Como (27 gennaio), a tre giorni di distanza dalla sconfitta in casa contro il Cagliari che lasciava la Fiorentina terz’ultima in classifica e a quattro dal Napoli (guarda un po’ le coincidenze, sebbene allora da affrontare al Maradona e non al Franchi), poteva affollare i pensieri di allenatore e giocatori: otto cambi rispetto al campionato, 3-1 per il Como, Coppa Italia iniziata e finita subito, mentre rimaneva la Conference League come elemento di “distrazione” (più di disturbo) sulla strada della salvezza. 
 
IDENTITÀ E OBIETTIVI. Stavolta, invece, c’è posto per la competizione che vale la coccarda tricolore per chi vince all’Olimpico di Roma in finale unica: superato il Benevento a Ferragosto, adesso per De Gea e compagni c’è il Pisa con vista sul Napoli (ancora) agli ottavi. E siccome la situazione non è quella di gennaio, Vanoli che sa come si fa e la Fiorentina ci proveranno. Intanto, la vittoria sopra ricordata del Penzo ha tolto la Fiorentina dallo scomodissimo e inquietante zero frutto delle tre sconfitte nelle prime tre giornate, ma il progetto di dare un’identità alla squadra come punto fondamentale della costruzione di una Fiorentina competitiva e duratura è appena iniziato, anzi nemmeno: il tecnico lombardo ha lavorato nell’emergenza contingente nei quattro giorni dal suo ritorno a Firenze (esattamente una settimana fa) e la trasferta di Venezia. Un’identità che passa attraverso la consapevolezza di quello che si vuole e la ricerca del modo per ottenerlo, che deve far leva sui risultati, che va sviluppata aggiungendo sempre qualcosa alla struttura, sotto il profilo tecnico e delle conoscenze tattiche, nella personalità. Attraverso un derby regionale che è un sedicesimo di Coppa Italia e che mette in palio il Napoli per entrare poi tra le magnifiche otto. Giochi chi giochi, riserve o titolari (e mai come in questa stagione almeno finora si fa fatica a distinguere i ruoli nel gruppo viola), non importa, perché tanto tutti saranno chiamati in causa in un campionato appena cominciato. Domani Vanoli costruirà un pezzo di nuova Fiorentina: con un obiettivo da inseguire.

Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport