Corriere dello Sport: "Prove di 4-3-3. Brescianini terzino adattato, Gudmundsson provato da ala"
Mancano ancora del tutto gli esterni d'attacco, Gudmundsson il più interessante, provato da esterno nel 4-3-3, un po' com'era Berardi per Grosso nel Sassuolo.
Le partite del 22 luglio servono anche a questo, forse solo a questo. Per cominciare a mettere ritmo e corsa nelle gambe, fiato e tenuta nei polmoni, schemi e intesa in campo. Per vedere subito all’opera i nuovi arrivati, immaginarsi soluzioni alternative in attesa di altri acquisti: così va letto e interpretato l’1-0 della Fiorentina con il Gubbio di Mimmo Di Carlo, formazione di Serie C, per ricavare subito qualche indicazione dal 4-3-3 che è il marchio annunciato di Grosso.
ESPERIMENTI. Tipo, a proposito, Brescianini terzino sinistro lì dove la partenza di Gosens e il rientro ancora lontano di Parisi hanno creato uno dei vuoti di cui sopra; oppure, con peso specifico raddoppiato, Gudmundsson esterno alto a sinistra, lì dove non dovrebbe stare per caratteristiche in questo sistema di gioco e che invece se si traveste da Berardi un senso ce l’ha, perché Grosso al Sassuolo giocava con un’ala pura (Laurienté, diciamo) e appunto Berardi a supporto del centravanti. E se ci starà, Gudmundsson, una casella delle quattro da riempire per le corsie laterali in attacco sarebbe riempita: intanto, la prova di ieri - per quello che vale in piena estate - una risposta positiva l’ha data.
GUD DI RIGORE. In un primo tempo in cui le Fiorentina ha avuto non poche occasioni per segnare (Piccoli, Gudmundsson, Ranieri, Fortini, Dodo), Dragusin ha giocato in coppia con Ranieri, mentre Mandragora s’è messo a fare il regista tra Ndour e Atta (subito attivi entrambi) e a centrocampo si è intuito quelle che saranno le dinamiche, con inserimenti in avanti a turno e ricerca ora della profondità, ora degli esterni per il cross in area. A ritmo lento chiaramente per il caldo opprimente anche dopo le 19, che non ha comunque scoraggiato duemila tifosi sugli spalti, con passaggi, assist e conclusioni da rivedere nella misura e nell’efficacia. In un primo tempo chiuso dal gol viola con il rigore concesso per fallo del portiere Bagnolini su Atta e trasformato da Gudmundsson.
Fiorentina differente per nove-undicesimi a inizio di ripresa e occhi puntati su Fagioli, Kean, gli altri tre acquisti (Jimemez, Viery e Oulai, l’ivoriano nel quarto d’ora finale alla sinistra di Fagioli) e il talentino Croci (2010). Tutta in fotocopia (la ripresa), nelle cose buone e meno buone, nelle tante occasioni viola (Kean quattro, Fortini, Fagioli), nella curiosità per i nuovi: tranne che nel gol.
Lo riporta stamattina il Corriere dello Sport