Corriere dello Sport: "Piccoli molto più di un vice Kean: 40 presenze in questa stagione"
Da vice Kean a punto di riferimento dell'attacco viola
Di sicuro è una riprova per Roberto Piccoli e di sicuro è un ulteriore carico di responsabilità che il centravanti bergamasco forse non si aspettava, ma l’investimento fatto dalla Fiorentina la scorsa estate porta di filato all’una e all’altro. A maggior ragione a questo punto del calendario (calcistico e gregoriano è uguale). Perché poi si torna sempre lì, ai venticinque milioni (più due di bonus che difficilmente scatteranno) spesi dal club viola per prenderlo dal Cagliari e assicurarsi un vice Kean, così da non ripetere l’errore commesso l’anno precedente quando Palladino un vice Kean non l’aveva avuto (e nemmeno bisogno alla fine), salvo poi Piccoli diventare cammin facendo molto più che l’alter-ego di Moise: il centravanti della Nazionale ha saltato sette partite su trentadue in campionato (cinque dalla 21ª a oggi), sette su quattordici in Conference League, più l’unica in Coppa Italia della Fiorentina. Totale presenze: 33, a fronte delle 40 collezionate da Piccoli.
E allora lo scenario è cambiato: da vice Kean, sempre con tutti i distinguo del caso considerando l’investimento molto oneroso che guardava e magari guarda tuttora al futuro, a punto di riferimento dell’attacco viola - in una stagione tra l’altro complicata che più non si può - il passo è lungo, molto lungo, e Piccoli spesso non è riuscito a sostenerlo. Lo dimostrano i tre gol in ventotto presenze e 1.365 minuti di campionato (tre anche in Conference in dieci partite e 780 minuti), ma le attenuanti sono quelle dell’assunto di partenza e fa testo il quarto di finale con il Crystal Palace, ultimo esempio tra i non pochi del suo scarso apporto in fase offensiva e dei molti dubbi lasciati in eredità, anche se nessuno si sogna minimamente di associare l’eliminazione della squadra viola alle prestazioni negative di Piccoli in assenza del titolare del ruolo. E comunque il discorso non è ancora concluso: con quella di stasera mancano sei partite alla fine, chissà quante ne giocherà Kean che anche ieri è rimasto fuori dai convocati, e quindi tocca di nuovo all’ex Cagliari ed ex della sfida a Via del Mare assumersi il peso e la responsabilità, sempre nella ricerca di un’affermazione personale oltre che accompagnare la squadra verso un risultato positivo che resta il compito principale. Ma le due cose sono strettamente correlate, ovviamente.
Con la Cremonese che è passata da -8 a -7 in classifica e la possibilità di mandarla a -10 e il Lecce addirittura a -11, per la Fiorentina quella di stasera è un’occasione unica di scrivere l’happy end sulla rincorsa alla salvezza e per Piccoli una riprova ghiotta da sfruttare, aggiungendo qualche gol intanto oggi e poi in quel che rimane fino al 24 maggio che vada ad incrementare lo score messo insieme finora. Il modo migliore per cancellare le perplessità su ciò che è stato e ha dato l’attaccante classe 2001 nei suoi primi nove mesi a Firenze, e unico modo di dare seguito all’investimento da un’estate all’altra: decisione stavolta se possibile ancora più delicata, perché si tratta di ridisegnare il gruppo in larga parte verso la nuova stagione. E il margine di errore si riduce. Lo riporta il Corriere dello Sport.