Corriere dello Sport: "Pellegrino titolare, Gonçalves può avere minutaggio. Fagioli e Oulai a centrocampo"
Ci si aspetta una fiorentina "argentina" con Pellegrino e Mastantuono titolari. Christensen farà rifiatare De Gea, Joao Mario, Pongracic, Ranieri e Valdepenas in difesa.
Differente da quella di Venezia, ma ugualmente competitiva. La Fiorentina che Vanoli metterà in campo stasera contro il Pisa a tre giorni dalla trasferta in Laguna e a quattro allenamenti (di cui uno domani di scarico e uno sabato di rifinitura) verso il Napoli che arriva domenica all’ora di pranzo al Franchi, cercando di far coincidere l’esigenza di passare il turno (la Coppa Italia è obiettivo primario in stagione e ci mancherebbe se non lo fosse) e insieme di avere dai singoli calciatori le risposte necessarie per aggiungere qualche elemento in più sulla strada della costruzione della squadra-base. Le due cose si intersecano e, se la sosta aiuterà a stabilire le gerarchie in una formazione per così dire base a cui affidare il compito di essere protagonista in campionato, le scelte per oggi sono in funzione di una Fiorentina in grado di battere i cugini nerazzurri e di garantirsi proprio il Napoli agli ottavi.
VIOLA ALBICELESTE . Vanoli con ieri è al Viola Park da una settimana esatta e in questo brevissimo periodo, oltre a riportare dentro subito i concetti di gioco che gli appartengono, ha cercato di velocizzare l’inserimento e l’integrazione degli ultimi arrivati: a Venezia, a esempio, ha schierato Beto titolare, mentre oggi ci si aspetta Pellegrino là davanti, comunque un altro arrivato alle battute finali del mercato e già impattante, prima con il gol contro il Torino e poi con il bis contro la formazione di Stroppa una manciata di minuti dopo essere entrato in campo al posto dell’ex Everton. E come con i granata, è possibile una Fiorentina stile Argentina nel segno di Mastantuono oltre che di Pellegrino: è complicato rinunciare all’ex Real Madrid in questo momento e nella ricerca di un risultato che valga la qualificazione, quindi un posto nel tridente potrebbe essere suo. A proposito di Portogallo: Gonçalves, lui davvero l’ultimo arrivato, è uno dei più attesi per nome, prestazioni, numeri e qualità che si è portato dietro da Lisbona e dallo Sporting, e il Pote nell’ipotesi di Fiorentina-tipo s’immagina sia uno dei punti fermi da ala/trequartista che dall’esterno (a sinistra) si accentra come fa Mastantuono (a destra). Gli undici minuti contro il Torino e con Grosso in panchina, sono stati poi dieci contro il Venezia e con il nuovo-vecchio allenatore, sempre prendendo il posto di Njie, segno di una condizione atletica non ottimale, ma stasera Gonçalves aumenterà sicuramente il minutaggio, forse subentrando ancora allo svedese o forse dall’inizio in questo caso per andare a fare coppia con il succitato “Masta”: è uno dei dubbi che Vanoli si è portato dall’allenamento di ieri pomeriggio alla mini-seduta di stamani.
TURNOVER . Normali, i dubbi, con la partita a metà tra altre due anche se i confini sono abbastanza lontani: nove giorni dal Venezia al Napoli, per la precisione. Però la rotazione degli uomini è inevitabile, oltre che “obbligata”, e comincerà dalla porta dove salvo cambi di intenzioni in extremis ci sarà Christensen, poi il restyling si accentuerà in difesa e a centrocampo: Joao Mario, Pongracic, Ranieri e Valdepeñas dietro, Fagioli con Oulai e Brescianini nel mezzo. Se sarà questa (indovinala grillo, si dice a Firenze), saranno sette i nuovi rispetto al Venezia. Fiorentina differente, ma competitiva.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport