La partita

Corriere dello Sport: "Partita cominciata bene, ma senza raccoglierne i frutti. E Sarri porta via il pareggio"

Vanoli e i suoi ribaltano il vantaggio firmato De Ketelaere ma alla fine non riescono a portare via i tre punti

30 ottobre 2026 09:56
Corriere dello Sport: "Partita cominciata bene, ma senza raccoglierne i frutti. E Sarri porta via il pareggio" -
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Diciamolo subito: pareggio giusto. Nella solita partita “strana” che la Fiorentina confeziona con il solito disordine di personalità che dev’essere oggetto di attenzione al Viola Park: perché fa alcune cose buone, ma se poi non ne raccoglie i frutti va subito in difficoltà. Era successo col Como, è successo ieri con l’Atalanta che in questo momento, e forse non solo in questo, è di altra caratura rispetto alla squadra di Fabregas, eppure come i lariani non si è fatta certo pregare per affondare il colpo appena ne ha avuto la possibilità sulle incertezze in fase difensiva di Dragusin e compagni. Risultato? Avanti i bergamaschi sul calo viola, rimonta Fiorentina sul calo nerazzurro, rimonta Atalanta sull’ennesima occasione concessa troppo facilmente dalla formazione di Vanoli. Mettiamoci che il gioco nella sua qualità è andato a strappi in egual misura di qua e di là, che vizi e virtù si sono equivalsi, e insomma si torna all’assunto di partenza: 2-2 equo e tanti appunti per i due allenatori da elaborare sulla strada della risalita in classifica.

ATALANTA AVANTI. La partita la Fiorentina l’aveva iniziata anche bene, con personalità e con buone intenzioni che si tramutavano in un paio di azioni ficcanti a destra sull’asse Jimenez-Mastantuono e un altro paio a sinistra dove Vanoli aveva schierato Joao Mario terzino. Niente di che, anche perché Pellegrino (5’) calciava fuori dal limite, Carnesecchi (14’) deviava il tiro di Mastantuono e Fagioli (15’) buttava il pallone nella curva in costruzione, ma tanto bastava ai tifosi viola per immaginarsi una serata differente dalle ultime tre (tre sconfitte). E invece no. Invece, l’Atalanta super rimaneggiata che perdeva anche Kristensen dopo appena due minuti, si riorganizzava, si compattava, si muoveva in sincrono tra i reparti sui tempi che dettava Gaetano in costruzione e innescava Zappacosta e Zalewski. Il tempo di fare le prove con Elmas (sinistro debole), mentre la Fiorentina affidava ancora a Pellegrino (19’) e Ndour (29’) gli ultimi due tentativi (velleitari) e poi i nerazzurri, liberati da un peso che avevano fatto fatica a portare e sopportare, prendevano la scena. Minuto 41’: Gaetano riconquistava palla nel contrasto con Fagioli, De Ketelaere trovava Zalewski in profondità e poi andava a chiudere il triangolo per infilare De Gea. Colpita e per poco non affondata, la squadra viola veniva salvata dal portiere spagnolo una manciata di secondi dopo sul colpo di testa di Krstovic. 
 
RIMONTA E CONTRORIMONTA. Dentro Oulai per uno spento Fagioli, la Fiorentina iniziava la ripresa con lo stesso buon cipiglio del primo tempo, ma non era neanche per questo motivo che prima agguantava gli avversari e poi metteva la freccia. Voluti ma piuttosto casuali i gol del sorpasso, grazie a Njie che di testa (8’) infilava Carnesecchi e a Joao Mario che saltava Ederson per scaraventare il pallone del 2-1 alle spalle del portiere ospite con la complicità di Obric. Invertiti i ruoli dei quarantacinque minuti iniziali, era l’Atalanta adesso a dover rincorrere e lo faceva scoprendosi, ma la squadra di Vanoli non approfittava degli spazi che si aprivano, e allora avevano “ragione” i nerazzurri: De Ketelaere impostava, Zalewski rifiniva col suo sinistro millimetrico. Minuto 29’ in questo caso: la partita, poi confusionaria al limite del caotico, finiva lì.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport