Corriere dello Sport: "Nove giorni fa l'esonero di Grosso. Non era così scontata l'inversione della Fiorentina"

La viola è alla seconda vittoria di fila con un rotondo 3-0 al Pisa in Coppa Italia. In un ambiente sotto choc non era facile un cambio così netto.

16 settembre 2026 09:40
Corriere dello Sport: "Nove giorni fa l'esonero di Grosso. Non era così scontata l'inversione della Fiorentina" -
Condividi

Vittoria a Venezia al debutto i n campionato, vittoria ieri sera contro il Pisa per guadagnarsi gli ottavi contro il Napoli e inviare un piccolo, grande segnale agli azzurri di Allegri che saranno domenica all’ora di pranzo al Franchi: la Fiorentina di Vanoli si conferma anche in Coppa Italia, e anche se pronostico e tutto quello che si vuole portavano in questa direzione, la formazione di Bianco si è arresa soltanto a metà secondo tempo. Inoltre sembra passato chissà quanto tempo, e invece appena nove giorni fa al Viola Park - e non solo lì - l’ambiente viola era sotto choc per le tre sconfitte consecutive e il club decideva di mandare via Grosso per richiamare il tecnico varesino della salvezza della scorsa stagione. Insomma, non così scontata l’inversione repentina della Fiorentina.

LAMPO DI PELLE. Non scontato nemmeno il 3-0 nel derby. Ovviamente la partita l’ha comandata subito la Fiorentina, ma senza impensierire il Pisa, perché sulle fasce era tutto intasato (Zanon e Leris si abbassavano per allargare la difesa ospite da tre a cinque) e nel mezzo uguale, e tra i viola che attaccavano e i nerazzurri che rinculavano c’era un affollamento che nemmeno sui viali all’ora di punta. Con sette cambi su dieci dei calciatori di movimento rispetto a Venezia (solo Dragusin, Ndour e Mastantuono confermati), Vanoli si è affidato al 4-3-3 abbastanza fluido per il compito assegnato allo stesso Ndour e a Brescianini (Oulai regista/interditore) di andare in pressione sul portatore di palla nerazzurro e lassù casomai rimanere sul ribaltamento dell’azione. Però, a causa di un possesso lento e raramente in verticale, diciamo questa riaggressione ha trovato poco riscontro e, anzi, è stata la squadra di Bianco a ripartire più di una volta, quasi sempre sulla sinistra del fronte pisano dove Joao Mario faticava a contenere Rao: il numero 17 nerazzurro ha trovato libero Piccinini che calciava (fuori) un rigore in movim ento, poi si è messo in proprio e una volta ha tirato sul palo ester no e una volta alto. Chiesto e non avuto un rigore per il contatto in area tra Primasso e Gnonto, la Fiorentina è passata col primo tiro verso la porta di Scuffet (40’): ci provava Dragusin da oltre trenta metri, il portiere del Pisa ribatteva male e peggio ancora nel mezzo, favorendo la respinta vincente di sinistro seppur in precaria coordinazione di Pellegrino, al terzo gol in tre partite tra campionato (Torino e V enezia) e Coppa Italia. Un altro rigore reclamato (ma la t rattenuta vistosa di Caracciolo sul Pellegrino era iniziata fuori dai sedici metri) e intervallo.

GIOIELLO POTE. Poi, ci sono voluti i cambi per vivacizzare il tran tran monocorde del quarto d’ora iniziale della ripresa: Vanoli è passato al 4-2-3-1 già proposto a Venezia con Njie a destra, Gnonto ancora a sinistra e Gonçalves alle spalle di Pellegrino, mentre Bianco rimaneva com’era affidandosi a forze fresche in tutti i reparti e a Petagna in avanti al posto di Pittarello. Aveva ragione il tecnico viola. Prima (18’) Scuffet respingeva il tiro forte ma centrale di Pellegrino innescato proprio dall’ex Sporting, poi Njie superava tre avversari in slalom e la cosa ancora più bella era il passaggio quasi dalla linea di fondo a tagliare l’area all’indietro: Gnonto, solissimo, non poteva fallire il 2-0 e chiudere la partita già al 25’, prima del sigillo finale di Gonçalves con un bel destro nell'angolo lontano.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport