Corriere dello Sport: "Nel primo tempo tanta qualità del Real Madrid. Oulai preferito a Fagioli in regia"
Dopo un primo tempo di sofferenza - chiuso col gol di Piccoli dell' 1-2, la Fiorentina ritrova compattezza e strappa il 2-2. Ancora Oulai e Fagioli separati.
E intanto, sulla via della stagione che sarà (a breve comincia), la Fiorentina pareggia 2-2 con il Real Madrid. Sì amichevole, sì 1 agosto, sì Mourinho era privo di Mbappé, Bellingham e Vinicius per dirne tre non a caso, sì quello che uno vuole, ma l’effetto è bello. Da godere e lasciare lì, certo, ma far finta di nulla non servirebbe. N on si darebbe il giusto peso al fatto che hanno segnato Piccoli e Kean, ad esempio. Oppure, alle scelte da fare.
PICCOLI, E TRE. Impostata sul 4-3-3 e sulle idee di Grosso di sfruttare le fasce in profondità, la Fiorentina senza ali ci ha provato con tre centrocampisti e con Atta e Gudmundsson alle spalle di Piccoli, ma alla fine ci ha provato con cinque centrocampisti, perché l’islandese mai è rimasto sulla fascia sinistra e come lo scorso anno andava a cercarsi il pallone nel mezzo togliendo spazio e luce a chi il regista avrebbe dovuto farlo davvero. Tipo Oulai, preferito a Fagioli nel ruolo. E così, nei ritmi lenti, la differenza l’ha fatta una cosa e una soltanto: la qualità. Quella del Real Madrid che il modo per esprimerla lo trova sempre e comunque, e un paio di accelerazioni sono state sufficienti alla squadra di Mourinho per mettere in pratica i movimenti studiati. Con il primo (12’), da Carreras a Endrick e diagonale vincente del brasiliano non chiuso da Ranieri; con il secondo, Camavinga ha tagliato da destra a sinistra, ha aspettato che lo stesso Endrick e poi Guler portassero via Dragusin e Jimenez con tagli in area viola in direzione opposta per liberare Ciria (classe 2008) al più sicuro dei tiri. Minuto 24, due a zero per il Real Madrid e zero tiri dei viola che sarebbero rimasti zero fino al 41’ per le difficoltà di cui sopra e fino a quando Jimenez, ricevuto il pallone da Atta, ha verticalizzato su Piccoli dopo aver battuto Camavinga in accelerazione: il centravanti, ricevuto un pallone giocabile, ha superato di slancio Rivas e battuto Lunin di potenza.
MOISE GOL. Che poi il calcio è questo, ben oltre i moduli e i sistemi di gioco: precisione, velocità e profondità con punto d’arrivo la porta avversaria. Se il mix è ben riuscito, il risultato è garantito. E il gol di Piccoli ha dato fiducia alla Fiorentina che ha ricominciato la ripresa come aveva concluso il primo tempo, cioè bene e più convinta di quello che faceva, e approfittando anche del calo del Real che si accontentava di quanto fatto per quaranta minuti è andata due volte vicina al pari con Gudmundsson. Prove di 2-2, poi firmato da Kean, una manciata di secondi dopo il suo ingresso in campo sull’assist di Fagioli, a sua volta subentrato insieme all’attaccante viola. E insomma, è estate piena, era un’amichevole, ma da 0-2 a 2-2 con i Blancos (a scartamento ridotto) è sempre un bel vedere e un bel sentire per i tifosi viola. Tanto più che la squadra di Grosso è rimasta serenamente in partita per la mezz’ora che restava contro avversari che intanto avevano ripreso il controllo della situazione, nonostante i cambi l’abbiano trasformata (debutto di Valdepeñas da terzino sinistro), mentre Mourinho dall’altra parte ha modificato poco tra i suoi con nota saliente il debutto degli ultimi arrivati Espi e Dumfries. A proposito di cose degne di nota: cinque minuti anche per Croci, classe 2010, contro il Real Madrid. Soddisfazioni.
Lo scrive questa mattina in edicola il Corriere dello Sport