Corriere dello Sport: "Mastantuono ha già conquistato Firenze. Vanoli gli affiderà le chiavi dell'attacco"
Per Vanoli invece un’altra vittoria sarebbe il modo migliore per chiudere i conti in maniera definitiva con quello che c’è stato fino al cambio in panchina.
Gli esami non finiscono mai, insegnava Eduardo De Filippo, e visto che oggi c’è il Napoli al Franchi, per non sentirsi arrivati alla Fiorentina di Vanoli serve una conferma dopo la vittoria di Venezia e a Mastantuono un bis d'autore dopo la tripletta segnata proprio al Penzo. Intendiamoci, mica c’è il rischio nei due citati - non a caso - che sono sulla copertina della squadra viola in questo momento: il tecnico perché ha ricominciato a Firenze come meglio non avrebbe potuto sperare (al 4-2 in Laguna va aggiunto il passaggio del turno di Coppa Italia ai danni del Pisa) e l’argentino per aver già conquistato Firenze, surfando sull’onda dell’entusiasmo provocato dal suo sbarco trionfale all’aeroporto di Peretola lo scorso 6 agosto. Tutto molto bello, che rasenta quasi la perfezione immaginata, eppure sanno benissimo che non basta.
COME UN TUONO. Naturale sia così. La vita è una riprova quotidiana, il calcio è una riprova in ogni partita. Mastantuono, diciannove anni e una testa che pensa da grande per stare dietro al talento, se n’è accorto non appena ha messo piede in Europa un anno e poco più fa, acquistato dal Real Madrid a suon di decine di milioni per i miracoli mostrati al River Plate. Lì ha capito subito che gli esami non finiscono mai: alcuni li ha superati, altri no, ma le sfide ce le ha nel dna, gli appartengono, gli piacciono e non ha mai avuto paura di rimettersi in gioco ogni volta che il contesto intorno a lui lo richiedeva. Figurarsi quest’estate quando gli è arrivata la chiamata dal Viola Park e gli è stato prefigurato uno scenario di grandi aspettative e di grande fiducia da ripagare: la Fiorentina non sarà il Real Madrid (e non lo è), ma in fatto di passione e di senso di appartenenza da queste parti possono fare scuola. Logico che uno come Franco Mastantuono si sia sentito subito a casa e all'ora di pranzo, prima di volare davvero a casa per rispondere alla convocazione di Scaloni, sosterrà un esame che conta: contro il Napoli vice-campione d’Italia, che sempre in estate aveva pensato a lui.
MANIFESTO VIOLA. Vanoli gli affiderà le chiavi della Fiorentina senza affidargliele come si fa con chi ha in sé i geni del campione e ne riconosce la diversità, consapevole a sua volta di affrontare una tappa fondamentale nella costruzione della squadra per l’immediato che busserà alla porta dopo la sosta, in cui però il nuovo/vecchio allenatore viola dovrà fare a meno di ben otto calciatori (Dragusin, Pongracic, Ndour, Oulai, Fagioli, Beto, Njie, oltre allo stesso Mastantuono) per due settimane: un risultato positivo e, meglio ancora, un’altra vittoria sarebbe il modo migliore per chiudere i conti in maniera definitiva con quello che c’è stato fino al cambio in panchina con l’esonero di Grosso e le tre sconfitte su tre. Una tappa non significa l’arrivo, ci sono tante e tante cose che devono andare all’incastro nel progetto che Vanoli ha in testa, ma è contro questo tipo di avversari e in queste situazioni che si fa la Fiorentina del presente per costruire la Fiorentina del futuro, competitiva e duratura secondo il manifesto in bella mostra non solo metaforicamente al Viola Park: in una parola, identità. Ecco perché il Napoli è un esame che vale per oggi e per domani.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport