Corriere dello Sport: "La Fiorentina è nelle mani di De Gea. Deve spingere la squadra come Capitano"
Oltre a tornare decisivo in mezzo ai pali, De Gea deve far valere la sua esperienza e strigliare uno spogliatoio di ragazzi giovani.
L a Fiorentina è nelle mani di David De Gea. Più o meno letteralmente, nel senso che i guantoni del portiere spagnolo dovranno tornare a essere decisivi già da oggi a Venezia, se necessario. L’augurio è che l’ex Manchester United faccia lo spettatore non pagante, perché significherebbe non aver subito tiri, ma nella peggiore delle ipotesi c’è da sperare in un suo apporto di nuovo determinante. Non sarebbe la prima volta, visto che al suo primo anno a Firenze De Gea parò l’impossibile, a volte anche due rigori in una partita (Fiorentina-Milan 2-1, 6 ottobre 2024). Di fatto partecipò pesantemente alla conquista di quei tre punti. L’anno scorso ha avuto qualche problema in più, come del resto tutta la squadra, che è andata a un passo dalla retrocessione.
PERSONALITÀ . Non è solo una questione tecnica, a De Gea è richiesta una spinta emotiva, una strigliata, e quindi di assumersi le proprie responsabilità. Essendo il capitano ne ha i titoli, anche il suo curriculum glielo può permettere. Alla Fiorentina di questo inizio stagione è mancata, forse più di tutto, personalità: la squadra è apparsa leggera, vulnerabile, impalpabile. Il cambio di guida tecnica è stato la conseguenza logica di un clima teso e di una rosa sconnessa dal proprio allenatore. Adesso starà a Paolo Vanoli creare quell’amalgama, così come ai capisaldi dello spogliatoio propiziarla, tra cui inevitabilmente De Gea, senatore di un gruppo spento da almeno un anno. Servirà una svolta mentale. Lui è tra i giocatori chiamati a garantirla.
L’ACQUISTO . Nonostante a inizio estate fossero praticamente tutti cedibili di fronte a un’offerta adeguata, la società viola ha scelto di blindare De Gea. Lo ha fatto perché consapevole del suo potenziale e dell’impossibilità a valutarne il rendimento della scorsa stagione, catastrofica praticamente per tutti. Nell’agosto del 2024 la Fiorentina lo acquistò da svincolato prospettandogli un contratto annuale con opzione per quello successivo. A maggio 2025 il club scelse di non far valere l’opzione a proprio favore, ma di offrire al portiere spagnolo un accordo più ampio assicurandogli un contratto triennale pagato non più 1,2 milioni bensì 3 netti. Un attestato di stima confermato quest’anno.
IL GIOCATORE . De Gea si è preso la responsabilità di parlare ai microfoni della stampa dopo il tracollo del 29 agosto contro il Frosinone, proprio nel giorno del centenario viola. «Prendiamo sempre gol facili. Sento che c’è fragilità in difesa, manca esperienza dentro il campo». Il suo rimedio sta nel dialogo, conscio della propria mansione di leader: «Dobbiamo parlarci di più e come giocatore di esperienza devo aiutare la mia squadra». Giustamente non gli è mancato l’ottimismo: «Noi siamo forti, miglioreremo e faremo un gran campionato». L’importante è che, a differenza della scorsa stagione, la saggezza maturata in tanti anni di carriera da calciatori del suo livello prenda il sopravvento e trascini la squadra. Sarebbe una sciagura il contrario.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport