Corriere dello Sport: "La difficoltà aumenta e la Viola deve farsi valere. Como poi Inter e Atalanta"
Il tecnico varesino affronta tre gare molto importante e sfida la sua Lombardia. Il primo obiettivo: battere i lariani per rilanciarsi
La risalita in classifica della Fiorentina è anche una questione di derby, almeno per Paolo Vanoli e almeno nelle prossime tre partite, molto importanti e molto difficili. Il tecnico, varesino di nascita e di formazione calcistica, sfida una di seguito all’altra nel giro di dieci giorni Como (questo sì un derby davvero per la rivalità storica esistente tra biancorossi e azzurri), Inter e Atalanta, in un’alternanza casa-fuori a favore del Franchi che è comunque un aiuto dentro un calendario da far tremare i polsi. Ma Vanoli e la Fiorentina non se lo possono permettere.
CALENDARIO. E in fin dei conti è anche naturale sia così, forse “giusto”, che le risalite verso traguardi luminosi siano disseminate di ostacoli molto alti e di avversari molto forti, altrimenti si perderebbe il senso dell’impresa che accompagna sempre una squadra nel suo tentativo di cambiare il destino. Vanoli di quella viola è il capo e ci ha provato non appena rimesso piede a Firenze, ottenendo subito la significativa vittoria di Venezia per lasciare “quota” zero in un esordio non banale, a proposito di destino, perché in Laguna è diventato un calciatore prima e da allenatore poi ha conquistato la promozione in Serie A, quindi il pareggio contro il Napoli per fare della sosta una buona sosta. Con in testa tante cose (costruire la “sua” Fiorentina contando sui tanti allenamenti, migliorare tatticamente il gruppo e atleticamente i singoli calciatori) e una soprattutto: sfruttare il calendario fino al prossimo stop per la rimonta, di partita in partita, come dice Vanoli e non solo lui recitando un mantra caro a qualsiasi tecnico. Il Genoa di De Rossi, che stava peggio della formazione viola quando si è ricominciato a giocare dopo tre settimane, ha confermato la mancanza di certezze nel calcio.
ESAME. Allora che sia una questione personale (lombarda, ovviamente) perfino a livello così elevato non gli dispiace nemmeno. Alza sì il coefficiente di difficoltà, ma anche il grado di soddisfazione e di autostima per quello che la Fiorentina vuole diventare in caso di uno o più risultati positivi. Il Como oggi al Franchi, intanto, è ciò che si chiama un esame completo, perché De Gea e compagni sono chiamati a misurarsi con un avversario che sa fare tutto e tutto bene: dall’identità al gioco, dall’autodeterminazione ai traguardi da raggiungere, ci sono poche formazioni come quella di Fabregas che contengano ognuno di questi elementi. Superarlo darebbe immediatamente consapevolezza e contorni differenti al percorso viola. Poi, Vanoli porterà la Fiorentina in casa dei campioni d’Italia, domenica prossima, per un incontro all’ora di pranzo sull’erba del Meazza che non sarà un picnic e, anche l’Inter vuol dire qualcosa per il tecnico varesino che l’ha allenata da “secondo” di Conte per due stagioni, infine, da nerazzurri a nerazzurri, si vestirà da padrone di casa per accogliere l’Atalanta al Franchi nel turno infrasettimanale di giovedì 29. No, con l’Atalanta non ci sono riferimenti particolari: il derby basta e avanza.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport