Corriere dello Sport: "Il ruolo di centravanti non ha ancora un padrone. Pellegrino, la sosta per prendersi il posto"
Una sfida nella sfida alla ricerca del centravanti giusto intorno a cui costruire l'attacco e a cui affidare il compito di fare gol: sempre e comunque a beneficio della Fiorentina
Beto impegnato con la sua Guinea Bissau nelle qualificazioni alla prossima Coppa d’Africa, Pellegrino al Viola Park: aaa cercasi centravanti titolare e non è solo per l’assenza momentanea del compagno, con cui tra l’altro ha subito trovato un ottimo feeling in campo e fuori, che l’argentino prova a girare a proprio favore una delle priorità di Vanoli in queste tre settimane di sosta. Cioè, dare una fisionomia il più vicino possibile a quella definitiva alla squadra presa in mano soltanto il 7 settembre e lo stop del campionato è quanto mai utile per intervenire a fondo nella costruzione della sua Fiorentina. La scelta del centravanti è senza dubbio una delle cose a cui si sta dedicando il tecnico varesino.
PRIMOGENITURA. Detto (da Vanoli) che durante la stagione è da mettere in preventivo una certa alternanza tra Pellegrino e Beto, finora ad avere più spazio è stato proprio l’ex Parma e, anche in questo caso, non dipende soltanto dal fatto che sia arrivato al Viola Park prima del portoghese di origini africane, quando c’era ancora Kean ma si sapeva che ci sarebbe stato presto un dopo-Kean. Paratici, che l'aveva messo nella lista di gradimento in tempi non sospetti, con un investimento da 22,5 milioni (più 2,5 di bonus) l’ha portato a Firenze. Era il 13 agosto. Beto l’ha seguito due settimane (abbondanti) più tardi per sostituire definitivamente Kean, ma intanto il sudamericano a quel punto aveva già giocato sia contro la Roma all’Olimpico che al Franchi contro il Frosinone, poi le due partite sono diventate tre contro il Torino e Grosso ancora in panchina, infine al cambio di allenatore il posto se l’è preso Beto a Venezia (e Pellegrino subentrandogli ha realizzato il gol del 3-1) e, infine, di nuovo l’ex Parma contro il Napoli in una staffetta che è diventata subito un’abitudine a rimarcare che un padrone il ruolo ancora non ce l’ha.
VANTAGGIO. Nel mezzo tra Venezia e Napoli c’è stata la Coppa Italia con la vittoria sul Pisa per 3-0 in cui il titolare è stato Pellegrino, perché Beto era ancora indietro di condizione atletica, e così tutto messo insieme il parziale/totale dell’ex Parma dice: cinque presenze e due gol in campionato (sua la rete dell’effimero vantaggio sul Torino nella partita alla fine persa che ha determinato l’esonero di Grosso), una presenza e un gol in Coppa. L’indizio preciso che, sempre al momento, l’ago della preferenza penda un po’ dalla parte dell’argentino è stata proprio la scelta in continuità (non scontata) di Vanoli dal Pisa al Napoli, indizio più che altro un piccolo, grande vantaggio che l’attaccante di scuola Velez proverà a tenersi stretto anche alla ripresa del campionato, sapendo che Beto tornerà a Firenze già in questa settimana dopo Guinea Bissau-Nigeria in programma domani pomeriggio, quindi con ampio margine per mettersi in competizione verso il Genoa, e che lo stesso Beto - cercato da Vanoli al Torino per sostituire l’infortunato Zapata - si sposa bene e forse meglio di lui con il calcio proposto e voluto dall’allenatore viola. Una sfida nella sfida alla ricerca del centravanti giusto intorno a cui costruire l'attacco e a cui affidare il compito di fare gol: sempre e comunque a beneficio della Fiorentina.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport