Corriere dello Sport: "Il Benevento ha ricordi indelebili del Franchi, da quel pomeriggio dell'addio ad Astori"
L'altra faccia della medaglia è questa partita che ha un suo fascino tutto particolare e che arriva ad una settimana dall'avvio del campionato.
BENEVENTO - La partita doppia di Antonio Floro Flores. La sfera emotiva si intreccia con le vicende del campo e fa della trasferta di Firenze un coacervo di sentimenti scossi. Come si fa a non partire dalla presenza del figlio 14enne tra i raccattapalle della Viola? Tutti dicono che Armandino, trequartista dai piedi vellutati, sia un predestinato e papà Antonio gongola: «Quando posso lo seguo sempre nelle giovanili della Fiorentina, ma per una volta sarà lui ad assistere ad una mia partita. E' un grande orgoglio e una immensa emozione». E poi su quell'altra panchina c'è uno che gli ha inculcato il germe di questo affascinante mestiere: «Da giovane non avrei mai pensato di fare l'allenatore, poi ho conosciuto Fabio Grosso (a Bari, ndc) e sono rimasto folgorato. Se ho scelto questa strada lo devo a lui».
PER VINCERE. L'altra faccia della medaglia è questa partita che ha un suo fascino tutto particolare e che arriva ad una settimana dall'avvio del campionato (col Modena al Vigorito). Il Benevento ha ricordi indelebili del Franchi, da quel pomeriggio struggente dell'addio ad Astori (11 marzo '18), alla vittoria firmata da Improta (22 novembre '20) in pieno Covid e con Pippo Inzaghi in panchina. Floro sa che dovrà affrontare una delle migliori formazioni del massimo campionato, ma non si tira indietro: «Giocheremo sempre per vincere, perché è nel nostro dna. Bisogna avere l'umiltà di una squadra di provincia, giocare al calcio senza mai perdere di vista ciò che siamo».
LE SCELTE. Il solco è sempre lo stesso, ma qualche variazione sul tema ci sarà. Tra i pali torna Vannucchi, toscano di Prato, titolare della passata stagione: «Nessuna bocciatura, scelgo sempre chi è più in forma», ammicca Floro. Tra i convocati c'è per la prima volta David Okereke, l'ultimo arrivato nelle file giallorosse. L'attaccante nigeriano è ancora un po' in ritardo di condizione, ma se ce ne sarà bisogno uno spezzone di partita potrà farlo: «Dove lo faccio giocare? Lo vedo bene dove piace a lui, non sono qui per metterlo in difficoltà. Colgo l'occasione per ringraziare la società che sta facendo un mercato straordinario». In rampa di lancio c'è anche Simone Verdi, un altro volto noto nella massima serie: «Più della sua condizione che cresce a vista d'occhio, mi va di sottolineare la sua umiltà. E' la cosa che mi ha colpito di più. Si è messo subito a disposizione della squadra a cui regala un'esperienza straordinaria».
L’IMPRESA. Ma come si fa a battere una squadra così forte come quella di Grosso? «Con cuore e dedizione, con la voglia di fare qualcosa di diverso. Dobbiamo ritrovare il ritmo dell'anno scorso, a volte per troppa voglia si finisce col commettere qualche ingenuità. Domenica abbiamo preso gol evitabilissimi, ma fa parte del nostro modo di giocare prendersi qualche rischio». Forse c'è qualcosa da migliorare: «Certo che c'è, ma stiamo aspettando Cherubini dalla Roma. La società mi ha assicurato che se si muove da lì viene da noi. E la ringrazio ancora, perché nessuno è venuto da noi per caso».
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport