Corriere dello Sport: "I due violazzurri Fagioli e Ndour. Sono rinati con Vanoli e si sono meritati la nazionale"
Due che sono stati protagonisti dell’impresa della Fiorentina nella scorsa stagione, specie dal momento in cui la panchina viola ha cambiato proprietario a novembre,
Eppure rimane un po’ d’azzurro dentro questa Fiorentina rivoluzionata e rivoltata, e va dato merito (uno dei) a Paolo Vanoli di averlo garantito prima e valorizzato poi: l'azzurro che sono andati ad indossare Ndour e Fagioli, la coppia di centrocampo nel nuovo 4-2-3-1 del nuovo-vecchio allenatore viola, tornato a Firenze con un’idea tattica differente rispetto a quella che l’aveva accompagnato nella conquista della salvezza e l’ha affidata a chi «mi conosceva meglio di tutti e sa che cosa fare in campo», per dirla proprio con le parole di Vanoli. Ndour e Fagioli, appunto, insieme il braccio e la mente del tecnico varesino.
RIFERIMENTI. Due che sono stati protagonisti dell’impresa della Fiorentina nella scorsa stagione, specie dal momento in cui la panchina viola ha cambiato proprietario a novembre: Ndour, che aveva visto pochino il campo (263 minuti giocati fino a Fiorentina-Lecce, partita che ha determinato l’esonero di Pioli, con appena tre presenze su dieci da titolare e due delle quali interrotte al 45’), gradualmente ha conquistato spazio e posto diventando spesso trascinatore nel periodo della rimonta tra gennaio e aprile (con gol pesante segnato ai futuri campioni d’Italia dell’Inter), mentre Fagioli è passato da regista controvoglia e dal rendimento basso con lo stesso Pioli a regista imprescindibile per qualità nel 4-1-4-1 su cui è stata costruita la permanenza in Serie A, convinto a farlo da chi era subentrato e l’ha messo subito al centro del progetto tattico. Qualche mese dopo, al ripetersi incredibilmente della situazione al Viola Park con obiettivo gli allenatori, non poteva che ripetersi anche la scelta del nuovo-vecchio allenatore: Ndour, per la cronaca l'unico con il cartellino incedibile appiccicato da Paratici durante il pirotecnico mercato estivo a fare tabula rasa o quasi di chi c’era, si è piazzato al fianco di Fagioli che a sua volta si è ripreso il comando del gioco vincendo il ballottaggio con Oulai non solo per il motivo raccontato dalle parole di Vanoli. Così nel 4-2 della Fiorentina a Venezia, così nell’1-1 contro il Napoli due giorni fa: e dal viola all’azzurro è stato un attimo per entrambi.
VIOLAZZURRI. Durante la sosta c’è la Under 21 per il mediano classe 2004, chiamato da Baldini per le partite di qualificazione agli Europei di categoria, e c’è la Nazionale di Roberto Mancini per il centrocampista piacentino che riannoda così i fili di un discorso interrotto ormai due anni fa con l’ultima presenza in Italia-Israele, commissario tecnico Luciano Spalletti, ma più ancora nel suo caso è un salto all’indietro ad Albania-Italia del 16 novembre 2022 e al debutto proprio con Mancini in panchina. Insomma, corsi e ricorsi per dirla stavolta con Giambattista Vico, ma se certe cose accadono è perché c’è qualcuno che le fa accadere e qualcuno che le merita: e se per Fagioli è un ritorno in grande stile e ricco di significati, per Ndour la U21 non è certo una diminutio ed è, invece, un motivo d’orgoglio per uno dei leader riconosciuti del gruppo di Baldini e un trampolino di lancio per raggiungere l’amico e compagno di squadra nell’Italia dei “grandi”. Grazie al centrocampo viola con sfumature d’azzurro.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport