Il punto

Corriere dello Sport: "Fagioli, Oulai e Ndour osservati speciali. Sono importanti ma sono lontani dal loro livello"

Sulla mediana viola pesano le frenate di Fagioli, Oulai e Ndour: tre perni fondamentali che cercano la svolta per trascinare il centrocampo.

04 novembre 2026 09:33
Corriere dello Sport: "Fagioli, Oulai e Ndour osservati speciali. Sono importanti ma sono lontani dal loro livello" -
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C'è sempre un motivo per cui quel calciatore non ha un rendimento costante, quell'altro lo abbassa di partita in partita e quell'altro ancora fa fatica ad entrare in squadra come tutti si aspetterebbero e vorrebbero. Ovvio, anche se non scontato, e qui il riferimento non è casuale. «La scorsa sosta ho recuperato alcuni giocatori, mentre altri li ho persi: parlo di Ndour, Fagioli e Oulai. Nella prossima che sta arrivando starò molto attento a tutto».

Parole e parola di Paolo Vanoli che nel dopo partita di Reggio Emilia ha dato una spiegazione precisa ai dubbi che stanno accompagnando per strade differenti i tre sopra in questo scorcio ormai già piuttosto ampio di stagione. E l'ha fatto senza tanti giri, anzi aggiungendo qualcos'altro a ciò che aveva già raccontato in un paio delle ultime conferenze stampa al Viola Park ad anticipare l'impegno di campionato del giorno dopo o di due giorni dopo.

«Ndour si è un po' seduto dopo il gol da settanta metri segnato con la Under 21». Oppure. «Fagioli ha ricevuto troppe critiche per un tempo sbagliato (contro l'Atalanta, ndc) e non mi piace». Per finire. «Oulai è un giovane di valore che va fatto crescere, ma non è semplice comunicare con lui perché non conosce l'italiano».  
 
IL DISCORSO. Sempre quei tre, sempre loro tre, a cui Vanoli le stesse cose le ha dette nel chiuso degli spogliatoi di persona, chiedendo a ciascuno di essi una consapevolezza più forte della responsabilità e delle cose da fare per poter essere utili alla causa. Come le direbbe e le dice a chi ha bisogno di uguale trattamento nel contesto di un rapporto diretto che anteponga sempre gli interessi della Fiorentina a quelli personali. «I giovani - ha aggiunto il tecnico nel post Sassuolo - vanno trattati come figli: a volte serve la carezza, altre lo schiaffetto. Ndour si è sentito un po' così dopo quel gol segnato da centrocampo, idem Fagioli che aveva indossato la maglia numero 10 con l'Italia, come Ouali». 
 
SOTTO CONTROLLO. E allora si torna all'assioma di partenza. Si torna ai problemi evidenziati sul campo da Ndour e Fagioli, lontani dalla forma migliore e dai colpi che hanno spesso e volentieri aiutato ad uscire la squadra viola dai guai. Si torna al dentro-fuori (più fuori) dell'ex Trabzonspor, invocato in campo a furor di popolo e che invece il campo lo sta vedendo a spizzichi e bocconi e Vanoli le ragioni le ha spiegate più volte. Si torna cioè alle "conseguenze" che nascono quando irrompe la sosta a portare via calciatori e allenamenti (per quelli che vanno via, chiaramente), attenzioni e contatti quotidiani che sono sempre utili a sistemare quello che non funziona e a migliorare quello che invece va bene: se poi consideriamo che lo scorso stop è stato lungo addirittura tre settimane e che Ndour, Fagioli e Oulai il Viola Park l'hanno ritrovato soltanto pochi giorni prima della trasferta di Genova alla ripresa, non meraviglia che lo scenario sia poi quello descritto dall'allenatore ex Torino. Ma i tre, quei tre, hanno un posto di rilievo nella Fiorentina dell'immediato presente che rincorre in classifica e ne avranno quasi sicuramente uno in quella del futuro: e Vanoli adesso che arriva la sosta gli starà addosso.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport