Corriere dello Sport: "Fagioli, Oulai e Ndour osservati speciali. Sono importanti ma sono lontani dal loro livello"
Sulla mediana viola pesano le frenate di Fagioli, Oulai e Ndour: tre perni fondamentali che cercano la svolta per trascinare il centrocampo.
C'è sempre un motivo per cui quel calciatore non ha un rendimento costante, quell'altro lo abbassa di partita in partita e quell'altro ancora fa fatica ad entrare in squadra come tutti si aspetterebbero e vorrebbero. Ovvio, anche se non scontato, e qui il riferimento non è casuale. «La scorsa sosta ho recuperato alcuni giocatori, mentre altri li ho persi: parlo di Ndour, Fagioli e Oulai. Nella prossima che sta arrivando starò molto attento a tutto».
Parole e parola di Paolo Vanoli che nel dopo partita di Reggio Emilia ha dato una spiegazione precisa ai dubbi che stanno accompagnando per strade differenti i tre sopra in questo scorcio ormai già piuttosto ampio di stagione. E l'ha fatto senza tanti giri, anzi aggiungendo qualcos'altro a ciò che aveva già raccontato in un paio delle ultime conferenze stampa al Viola Park ad anticipare l'impegno di campionato del giorno dopo o di due giorni dopo.
«Ndour si è un po' seduto dopo il gol da settanta metri segnato con la Under 21». Oppure. «Fagioli ha ricevuto troppe critiche per un tempo sbagliato (contro l'Atalanta, ndc) e non mi piace». Per finire. «Oulai è un giovane di valore che va fatto crescere, ma non è semplice comunicare con lui perché non conosce l'italiano».
IL DISCORSO. Sempre quei tre, sempre loro tre, a cui Vanoli le stesse cose le ha dette nel chiuso degli spogliatoi di persona, chiedendo a ciascuno di essi una consapevolezza più forte della responsabilità e delle cose da fare per poter essere utili alla causa. Come le direbbe e le dice a chi ha bisogno di uguale trattamento nel contesto di un rapporto diretto che anteponga sempre gli interessi della Fiorentina a quelli personali. «I giovani - ha aggiunto il tecnico nel post Sassuolo - vanno trattati come figli: a volte serve la carezza, altre lo schiaffetto. Ndour si è sentito un po' così dopo quel gol segnato da centrocampo, idem Fagioli che aveva indossato la maglia numero 10 con l'Italia, come Ouali».
SOTTO CONTROLLO. E allora si torna all'assioma di partenza. Si torna ai problemi evidenziati sul campo da Ndour e Fagioli, lontani dalla forma migliore e dai colpi che hanno spesso e volentieri aiutato ad uscire la squadra viola dai guai. Si torna al dentro-fuori (più fuori) dell'ex Trabzonspor, invocato in campo a furor di popolo e che invece il campo lo sta vedendo a spizzichi e bocconi e Vanoli le ragioni le ha spiegate più volte. Si torna cioè alle "conseguenze" che nascono quando irrompe la sosta a portare via calciatori e allenamenti (per quelli che vanno via, chiaramente), attenzioni e contatti quotidiani che sono sempre utili a sistemare quello che non funziona e a migliorare quello che invece va bene: se poi consideriamo che lo scorso stop è stato lungo addirittura tre settimane e che Ndour, Fagioli e Oulai il Viola Park l'hanno ritrovato soltanto pochi giorni prima della trasferta di Genova alla ripresa, non meraviglia che lo scenario sia poi quello descritto dall'allenatore ex Torino. Ma i tre, quei tre, hanno un posto di rilievo nella Fiorentina dell'immediato presente che rincorre in classifica e ne avranno quasi sicuramente uno in quella del futuro: e Vanoli adesso che arriva la sosta gli starà addosso.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport