Corriere dello Sport: "Fagioli mezz'ala alla Verratti. Mancini gli ha affidato il palleggio dell’Italia"
Fagioli in Turchia si è rivelato il vero grimaldello degli azzurri. Gioco corto, pallone blindato, perché è davvero dura sfilarglielo, passaggi con il contagiri, dialogando nello stretto
L’ accostamento è iconico, richiama l’Italia campione d’Europa a Wembley con il doppio play. Fagioli mezzala “alla Verratti”. Il copyright appartiene a Mancini. Un paragone tirato fuori nella pancia dell’Olimpico, subito dopo il ko con il Belgio, con una buona dose di coraggio e senza nostalgia. Il ct riproduceva e trasferiva sul campo l’immagine di un’idea di calcio, un’intuizione a cui stava pensando. A volte funziona così, basta una rotella per sbloccare l’ingranaggio. Sotto il diluvio di Bursa, come per incanto, l’Italia ha ricominciato a palleggiare, ispirata dal centrocampista della Fiorentina. Un regista per tutti o quasi. Un “aiuto-regista” o play decentrato per il ct della Nazionale. Allegri, ai tempi della Juve, era della stessa idea: Nicolò è una mezzala di costruzione. Se sai giocare a calcio e Modric è il tuo idolo, non cambia spostarsi di qualche metro. Può fare la differenza, invece, indovinare l’assortimento del centrocampo.
RAGNATELA . Fagioli in Turchia si è rivelato il vero grimaldello degli azzurri. Gioco corto, pallone blindato, perché è davvero dura sfilarglielo, passaggi con il contagiri, dialogando nello stretto con Sebastiano Esposito, appoggiandosi a Pio, innescando Raspadori o tornando indietro da Tonali. Ha ricordato Verratti per il modo di cucire la manovra, collegare la mediana con l’attacco, perno di una fitta trama di scambi. Dentro le azioni del secondo e del terzo gol dell’Italia, si è mosso da regista occulto. Ha toccato 50 palloni e confezionato 40 passaggi in 76 minuti con il 92% di precisione, raccontano le statistiche. Fagioli ha alzato il tasso tecnico, di inventiva e di gioco. La vera differenza tra il debutto con il Belgio e la reazione in Turchia è passata dai tre mediani. Tonali possiede motore e cilindrata superiore. Caratteristiche differenti da Jorginho. Pioli, per sfruttarne le capacità di proiettarsi a rete, lo trasformò in assaltatore. Un “box to box”, come dicono in Inghilterra, ma Sandro a inizio carriera giocava da play e nel Brescia veniva considerato l’erede di Pirlo. Oggi è il pilastro più affidabile per garantire equilibrio. Mancini ha completato il reparto con l’adrenalina e il cambio di passo di Frattesi, un centravanti mascherato che aveva cominciato il suo primo gol azzurro il 18 giugno 2023 in Olanda, un paio di mesi prima che il ct si dimettesse. Ora si è sbloccato ed è salito a quota 9 gol. Un lascito dell’ex ct Gattuso, capace di rivitalizzarlo alla Lazio.
NUOVA VITA . Il nuovo Verratti, in realtà, è il vero acquisto. Questa era solo l’ottava presenza azzurra per Nicolò, che venne lanciato al debutto da Mancini nell’amichevole di Tirana con l’Albania, novembre 2022, quando stava iniziando il Mondiale in Qatar. Da allora solo 8 presenze. Poche a 25 anni per uno con il suo talento, eppure Fagiolino, come lo chiamava Spalletti, venne convocato a sorpresa per l’Europeo in Germania. I dieci mesi di squalifica per le scommesse erano appena terminati. Non ha mai trovato continuità, il percorso accidentato alla Juve, la rinascita a Firenze con Vanoli: per gli italiani, si sa, c’è poco spazio tra le big del campionato. Pochi talenti disponibili per la Nazionale, si dice. Lui e Tonali, in tandem a Bursa, ci facevano pensare a quanto ci siamo persi. Forse c’è tempo per rimediare.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport