Corriere dello Sport evidenzia: “La Fiorentina è un’opportunità per Sarri ma ne possono spuntare altre”
Pretendenti ed ammiratori iniziano a fare l'occhiolino al tecnico toscano
Pretendenti e ammiratori iniziano a fare l’occhiolino a Sarri, sono segnali di pericolo per la Lazio. Al Franchi è stato accolto calorosamente dalla tribuna, un trattamento concesso a pochi, è da un anno che i tifosi viola votano per lui. Paratici ha sancito la pace: «Lo vedrò volentieri». Mau ha ricambiato saluto e complimenti: «Negli ultimi tempi i rapporti con Paratici erano più tesi, mi fanno piacere le sue parole». Sarri ha un debole per la Fiorentina, è casa sua. «I tifosi viola li ringrazierò sempre anche se non avrò mai la fortuna di allenare la Fiorentina», la frase più cordiale, anche subliminale. Firenze è un’opportunità, ne possono spuntare altre. Può innescarsi un valzer di panchine, non solo legato all’Italia. In estate Sarri era in lista a Bergamo, stimato dal diesse D’Amico. Palladino ha firmato fino al 2027, s’è iniziato a parlare di prolungamento, l’appuntamento però è stato posticipato. Forse un segnale di incertezza. Bisogna valutare lo scenario di Bologna legato a Italiano. Sarri può avere il mercato che non ha avuto l’anno scorso.
La Lazio. Ogni mossa è legata al contratto con la Lazio, in scadenza nel 2028. Non è ancora tutto perduto a Formello, quantomeno da calendario. Lotito e Sarri arriveranno al confronto diretto a fine stagione o dopo la Coppa Italia in caso di esito avverso. Il 22 aprile è la prima data-bivio per tutti. Ma sia Lotito che Sarri hanno iniziato a pensare al futuro. Non confliggono più pubblicamente, c’è una tregua, restano legati da un contratto di convivenza. Il presidente è concentrato sul caso Figc, questo non vuol dire che non stia valutando gli scenari futuri della panchina laziale. Spesso è oscillante tra tentazioni reazionarie e moderate. La domanda è: una finale di Coppa o l’eventuale vittoria spingerebbero Lotito a proseguire con Sarri? Sempre che Sarri accetti. Sarà pure sotto contratto, ma un altro mercato intricato e un’altra stagione così sono inaccettabili. Cosa pensa Mau si sa, l’ha detto chiaramente a Firenze: «A livello di programmi futuri vediamo quello che ha in mente la società, quale programma ha e come vuole attuarlo, e io di conseguenza. Sono io che devo ascoltare la società».
Dunque attenderà la convocazione, la prima mossa spetterà a Lotito. Sarri ha chiarito che parlerà prima con la Lazio, del resto non potrebbe fare altrimenti. «Se loro sono contenti si troverà una soluzione, se non sono contenti si cercherà una via di uscita». Sarri chiederebbe lo svincolo in caso di offerta allettante altrimenti toccherebbe a Lotito la decisione: tentare un accordo d’uscita o licenziarlo. Ballano 2,5 milioni più bonus per altre due stagioni. La reciproca tolleranza sembra finita, lo dicono i fatti. Andare avanti forzatamente non conviene a nessuno. La Lazio continuerà il piano di rinnovamento-ringiovanimento. Sarri chiede qualità e non derogherà più dalle sue idee di calcio, l’ha fatto per emergenza. Parte del mercato invernale (Ratkov e Przyborek) è ai margini. Quello estivo potrebbe essere a saldo zero, legato a 9 contratti in scadenza nel 2027. La Lazio di Lotito si trova al perenne bivio: cambiare tutto per non cambiare niente o cambiare davvero? Sarrismo, gattopardismo o trasformismo. Lo riporta il Corriere dello Sport.