Corriere dello Sport elogia Fagioli: "Era ovunque contro il Venezia. E' sotto osservazione per la Nazionale"
Il giornale di Ivan Zazzaroni scrive un lungo elogio alla partita di Fagioli contro il Venezia, con Vanoli che ha ridato centralità al centrocampista ex Juventus.
«Ma il migliore è stato Fagioli». E se a dirlo (a Dazn) è chi (Franco Mastantuono) aveva appena ricevuto il premio mvp della partita stabilendo due record che entravano nella storia del nostro calcio (il più giovane della Fiorentina e lo straniero più giovane ad aver realizzato una tripletta in Serie A), racconta benissimo la prestazione del centrocampista piacentino. Per qualità abbinata a sostanza, per idee concretizzate e leadership, per visione di gioco e senso di appartenenza, Fagioli si è (ri)preso la squadra viola con il ritorno di Vanoli in panchina a Firenze e adesso si (ri)prenderà anche la Nazionale: in questo caso, con e grazie a Mancini a cui è legato il suo debutto in maglia azzurra.
VIOLAZZURRO. Mettendo un po’ d’ordine e partendo come non si fa dalla fine: il nuovo-vecchio commissario tecnico ha già inserito il nome di Nicolò nella lista dei sessanta sotto osservazione e, a questo punto con ogni probabilità, lo aggiungerà anche a quella definitiva dei convocati per le quattro partite dell’Italia in Nations League, riallacciando il rapporto che per Fagioli e la Nazionale targata Mancini si è aperto e chiuso insieme il 16 novembre 2022: era il giorno dell’amichevole con l’Albania a Tirana e il regista viola allora bianconero subentrò a Zaniolo a tredici minuti dalla fine. Poi, per un motivo e per l’altro, ci vorrà un anno e mezzo per ritrovare Fagioli in azzurro (altri ventotto minuti in Italia-Turchia del 4 giugno 2024 e prima da titolare cinque giorni più tardi in Italia-Bosnia), quando c’era già Spalletti alla guida dell’Italia, ma questo è un altro discorso: quello che conta è ciò che Nicolò Fagioli sta facendo con la Fiorentina per meritare ancora la Nazionale.
GIOIELLO. O per meglio dire, ha appena fatto due giorni fa, cancellando un inizio pessimo di stagione, in linea ovviamente con quello di tutti gli altri della squadra viola e di cui l’ex Juventus s’è preso le responsabilità e le ha condivise con i compagni: «Vanoli appena arrivato ha subito dato due-tre “bastonate” dentro lo spogliatoi», ha detto sempre nel dopo partita di Venezia per sottolineare che c’è voluto un richiamo forte e deciso del nuovo-vecchio allenatore a un gruppo che ha avuto le sue belle colpe per le tre sconfitte su tre in campionato, causa del ribaltone al Viola Park e della rinascita nella trasferta in Laguna. Laddove, come per incanto, Vanoli ha dato il bastone del comando (a proposito di metafore) e Fagioli a Fagioli l'ha usato alla perfezione: dietro il 4-2 della Fiorentina c’è tanto di lui, tantissimo, anche se le luci del palcoscenico se l’è prese Mastantuono che, talento riconosce talento, ci ha messo un attimo a girarle per illuminare la maglia numero 44. Dovunque al Penzo. A centrocampo, in primis, regista che dirige le due fasi del gioco, quella di costruzione che gli viene naturale ma anche in interdizione e basta riguardarsi la gara per vedere quanto e come ha corso Fagioli per tenere uniti i reparti, che trova gli spunti d'autore per dare conferma ad Atta («Fagioli vede cose che gli altri non vedono») e allora, senza tanti altri giri, in questo caso rivedetevi l’assist per Pellegrino nel 3-1. Un gioiello per pochi. Per Nicolò Fagioli, insomma.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport