Corriere dello Sport: "Dodò rigore evitabilissimo e ingenuo. Buone le prove di Croci e Atta"
Persa l'amichevole col QPR per 3-2. Le amichevoli estive servono a crescere e Grosso avrà preso sicuramente appunti.
L e prove della Fiorentina passano dall’Inghilterra per la Fiorentina e sale la difficoltà contro avversari più strutturati e in qualche caso più avanti dal punto di vista atletico. Come il Queens Park Rangers, ieri alla quarta amichevole del suo percorso estivo. Difficoltà anche sotto il profilo dello sviluppo del gioco, ma le prove servono per questo e Grosso ha preso appunti.
ATTA GOL. Nel primo tempo ha trovato spazio Oulai, titolare tra Ndour e Atta, con conferma di Brescianini a terzino sinistro e con Dodo in campo, memtre Jimenez è partito ala destra. Poi Kean centravanti e Gudmundsson a chiudere il tridente. E però, a parte un paio di discese proprio sulla fascia destra (una di Dodo e una di Jimenez), della squadra viola s’è visto pochino e quello che s’è visto sono stati un paio di lanci illuminanti di Atta e Oulai per Kean, senza esito. In difesa, con Dragusin-Viery coppia centrale, la Fiorentina ha concesso e il Qpr ne ha approfittato per realizzare due gol: vantaggio su rigore (30') per fallo evitabilissimo e ingenuo di Dodo su Smyth con centro dagli undici metri di Madsen e raddoppio (39’) con Kemper di sinistro dal limite. Il risultato conta il giusto, forse nulla, ma è sempre meglio evitare passivi corposi e bene ha fatto alla Viola la rete in chiusura di Atta, al secondo tentativo sul cross di Jimenez e dopo la bella parata di Charles.
CROCI E DELIZIA. Siccome il gioco è al centro di queste prove, Grosso per la ripresa ha cambiato l’intero centrocampo anche per cercare altre soluzioni. E subìto il terzo gol segnato da Smytk, lasciato solo da Dodo e Comuzzo di colpire indisturbato di testa a tre metri da Christensen e propiziato da uno scatenato Poku, qualcosa si è visto dal quarto d’ora in avanti con l’ingresso in campo dei giovani Croci (classe 2010), Perrotti e Mazzeo, più Fortini (classe 2006) che hanno dato corsa e slancio all’azione unendosi a Fagioli, Mandragora e Fabbian che formavano il “nuovo” centrocampo. E su una verticalizzazione di Fortini ecco il 3-2 per merito di Piccoli, abile sul filo del fuorigioco a infilare Word in uscita. Nei venticinque minuti che rimanevano, registrato un altro paio di pericoli davanti al portiere danese, ci poteva stare il pareggio, ad esempio quando Croci ha messo il pallone sulla testa di Mandragora solitario, ma la mezzala ha cercato l’angolo invece della porta e l’occasione è sfumata.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport