Corriere dello Sport: "Dal Genoa alla Juventus: al rientro la Fiorentina deve macinare punti"
Un mese a misura delle ambizioni. Il coefficiente di difficoltà si alza alla ripresa: bisogna recuperare quelle tre sconfitte di fila in avvio
Non uno Zoncolan, ma comunque uno Stelvio. Quella che si para davanti alla Fiorentina è una salita ripida, perché alla ripresa del campionato il coefficiente di difficoltà del calendario si impennerà.
PUNTI DA RECUPERARE. Avviso ai naviganti, o meglio alle avversarie: la Fiorentina che incroceranno nelle prossime settimane sarà soltanto parente alla lontana di quella melliflua di fine agosto. Ma, anche per l'avvio horror, dovrà recuperare tutto il terreno perso. A cominciare da questo mini-ciclo di un mese: da sabato 10 ottobre, Genoa-Fiorentina, a domenica 11 novembre, Fiorentina-Juventus; sei partite in tutto, una serie che dovrà trasformare la dimensione dei viola. La prima sarà giocoforza una sfida salvezza - lì era cominciata la prima avventura di Paolo Vanoli sulla panchina gigliata, esordio a novembre 2025 con un 2-2 pirotecnico, lì comincerà forse davvero il campionato di De Gea e soci -, l'ultima potrebbe essere un incrocio europeo. A patto che in mezzo la Fiorentina macini punti, una condizione tutt'altro che scontata.
L'OBIETTIVO. Perché alla ripresa ci saranno di fronte appunto Genoa fuori casa, poi Como in casa, successivamente la trasferta a San Siro contro l'Inter, l'impegno al Franchi contro l'Atalanta, la visita al Mapei dal Sassuolo dell'ex Alberto Aquilani e poi il finale col botto appunto, al Franchi con la Juve, prima della pausa nazionali. La squadra di Vanoli si presenta ai piedi della scalata autunnale con appena 4 punti in cinque partite, a +2 dalla zona retrocessione: per trasformare la stagione e non trovarsi di nuovo a novembre nella zona rovente di classifica servirà arrivare alla sosta con almeno 14 punti (potrebbero valere metà classifica, ma ancora non la parte sinistra della graduatoria); 10 punti, almeno, in sei partite, di cui quattro contro squadre sulla carta più forti. Non una missione impossibile, ma comunque un compito arduo per una squadra che deve ancora trovare equilibri e punti di riferimento, in campo e negli spogliatoi. Per questo la società e tra le righe anche l'allenatore (non di certo la piazza) lasciano intendere come, soprattutto a fronte della partenza con zavorra, un campionato da metà classifica che sia però propedeutico per piantare le basi per il ciclo che sta nascendo non sarebbe da considerare come un fallimento. Perché la scalata è ancora lunga e il calendario costringe i viola a mettere subito il turbo per evitare di rifermarsi adesso visto che, si sa, ripartire in salita è ancora più dura.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport