Il protagonista

Corriere dello Sport: "C'era già chi lo aveva criticato. Ma Mastantuono è pronto a prendersi la viola sulle spalle"

Dopo le prime critiche, l'argentino sta rispondendo sul campo: personalità, qualità e numeri per diventare uno dei principali trascinatori della Fiorentina

05 novembre 2026 10:03
Corriere dello Sport: "C'era già chi lo aveva criticato. Ma Mastantuono è pronto a prendersi la viola sulle spalle" - Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Fa sempre le stesse cose dalla fascia verso il centro (lì lo mettono...), tiene troppo il pallone, s'intestardisce, è egoista: eh sì, c'era già chi aveva puntato il dito verso Franco Mastantuono, sulle partite di questo pezzetto comunque consistente di Fiorentina, ma forse anche in generale sulle qualità come se fosse una colpa (sua) l'etichetta che gli hanno appiccicato addosso nel viaggio dal River Plate al Real Madrid. Invece, le cose l'argentino le fa bene, spesso benissimo, riempiendo gli occhi agli amanti del calcio. E per questo Masta, replicando non a parole ma con i fatti in campo e con un impegno e un attaccamento immediato alla maglia viola quasi commovente, è pronto a prendersi la Fiorentina sulle proprie spalle a diciannove anni.

IL RE FRANCO. Anzi, anche questo l'ha già fatto. Nelle prestazioni e nei numeri, nell'essere sempre stato titolare con Grosso prima e Vanoli poi, riconoscimento implicito di un ruolo dentro al gruppo che non guarda né la provenienza e né il passaporto. Consapevole (Franco) che al Viola Park non è di passaggio pur essendo di passaggio, conoscendo riconoscenza e senso di appartenenza per ripagare la fiducia enorme e incondizionata ricevuta dai tifosi della Fiorentina che hanno invaso il piazzale dell'aeroporto di Peretola con quaranta gradi all'ombra: Firenze l'ha accolto come un re. Era il 6 agosto, Franco the king in quel momento ha indossato la corona senza saperlo nella città che s'i nnamora del talento (con un cuore) come poche altre. Nemmeno due settimane più tardi Mastantuono era in campo contro il Benevento per una mezz'ora esplorativa, ignaro che il mondo (calcistico) da quelle parti si sarebbe rovesciato di lì a poco con l'esonero di Grosso e l'arrivo-ritorno di Vanoli in panchina. Un nuovo inizio per la Fiorentina, un nuovo inizio per l'argentino che alla quarta partita di campionato s'è messo definitivamente a sedere sul trono con la tripletta segnata a Venezia. 
 
DECISIVO. Nuovo inizio sì, tutto a posto no, perché il campionato della squadra viola non è decollato con i tre punti in Laguna, nonostante il pareggio successivo al Franchi contro il Napoli l'avesse accompagnata alla sosta con un altro stato d’animo rispetto a pochi giorni prima. Sosta che il diciannovenne di scuola River ha vissuto in patria per rispondere alla convocazione di Scaloni (a proposito, l'ha richiamato anche per questa seconda parentesi dedicata alle Nazionali), segnare il primo gol con la maglia dell'Albiceleste e partecipare alla festa d'addio di Messi, però quando ha rimesso piede a Firenze è stato come se dovessero ricominciare daccapo: lui e la Fiorentina, battuti di seguito da Genoa, Como e Inter. E difatti, è (ri)partito il disco: fa sempre le stesse cose, scarta troppo, eccetera eccetera. Quasi inevitabile, con qualche fondamento di verità pur non considerando la prestazione nel complesso, ma è un po' il destino naturale dei grandi. Poi, c'è stato il pareggio con l'Atalanta che almeno ha frenato l'emorragia di sconfitte (non le critiche), infine il Sassuolo e quel sinistro baciato dal dio del calcio alle spalle di Turati: se la Fiorentina ha vinto finora due partite e in tutte e due Franco Mastantuono è stato decisivo con quattro gol segnati ci sarà un motivo, no?

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport