Corriere dello Sport analizza: "Vanoli ha già lasciato il segno. Chiara la rottura tra Grosso e la squadra"

Sicuramente ben impressionare dopo quattro allenamenti è frutto della qualità dell'allenatore, ma anche dell'intesa mai sbocciata con il tecnico precedente.

13 settembre 2026 10:32
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Il nuovo-vecchio allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha già lasciato il segno. E lo ha fatto in appena quattro sedute al Viola Park, a conferma del suo valore ma anche della chiara rottura che c’era stata tra i giocatori e il tecnico precedente. Un’intesa mai sbocciata, tanto da aver compromesso le prime tre prestazioni in campionato e la fiducia di una piazza umorale, è vero, però sfinita. La partita di Venezia può segnare la rinascita, o semplicemente la nascita, di un progetto. Sta di fatto che Vanoli ha apportato poche correzioni e decisamente efficaci per trasformare la squadra.

LA TESTA. L’allenatore è intervenuto innanzitutto sulla testa dei calciatori. Il primo provvedimento ha riguardato la loro testa, la mentalità, lo spirito, la consapevolezza. Vanoli ha preteso un moto d’orgoglio. Ha sollecitato identità e senso di appartenenza da trasformare in partecipazione sul campo. Ha chiesto, in altre parole, un gruppo. La sensazione, prima di venerdì, era che i calciatori scendessero in campo sconnessi, senza stimoli né ambizioni. Nella migliore delle ipotesi, pareva che ognuno giocasse per se stesso. Il tecnico ha insistito sulla necessità di un cambio di mentalità repentino da parte di tutti. 
 
IL CAMPO. Dopo il lavoro teorico è venuto quello pratico. Vanoli ha voluto che la sua Fiorentina prediligesse il gioco in verticale, così da poter innescare Mastantuono e Njie sulle fasce in modi diversi. E poi per valorizzare Beto e Pellegrino attraverso ripartenze centrali da due, al massimo tre tocchi. Strategia riuscita a meraviglia. I giocatori viola hanno velocizzato la manovra e acquistato imprevedibilità. Mastantuono si è accentrato trovando la conclusione, Njie ha attaccato la profondità macinando il campo. Beto ha aperto gli spazi. Pellegrino ha segnato. Tutto in pochissimo tempo. 
 
LE NOVITÀ. Quindi Vanoli non ha stravolto la squadra, casomai ne ha oliato i meccanismi intervenendo sulle criticità evidenti. Più coraggio e fluidità. Meno punti di riferimento agli avversari o staticità. Il risultato che cerca è una Fiorentina capace di cambiare il ritmo, alternare le soluzioni e soprattutto non prestare mai il fianco agli avversari. La nuova Fiorentina sarà così: veloce, verticale e qualitativa, con l’ambizione di trasformare identità e appartenenza in un atteggiamento riconoscibile ogni volta che scenderà in campo. Il percorso di Paolo Vanoli è appena (ri)iniziato.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport