Corriere dello Sport analizza Paratici: "I tifosi si aspettavano qualcosa di più incisivo, ma lui ha esperienza"
Il giornale diretto da Ivan Zazzaroni analizza la conferenza stampa, definendo Paratici un uomo realista, e con un idea bene precisa sul modo in cui si deve fare calcio al Viola Park.
«C’è la volontà di costruire una Fiorentina competitiva e duratura». Lo ha detto Fabio Paratici nella conferenza stampa che doveva essere di consuntivo e che il 18 giugno è diventata per forza di cose di prospettiva. E il direttore sportivo ha detto anche di voler «costruire una Fiorentina di profilo nazionale e internazionale non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche organizzativo-societario. Se avverrà in un anno non lo so, ma in due ne sono convinto». Realista più del re nella richiesta esplicita di un atto di fiducia da parte di Firenze e dei tifosi viola.
FATTI, NON FAVOLE. Che magari si aspettavano qualcosa di più incisivo, di più invogliante dopo una stagione di pensieri cupi, e invece Paratici ha troppa esperienza ed è troppo uomo di mondo, e non per aver fatto il militare a Cuneo, per andare oltre una visione d’insieme del modo in cui bisogna fare calcio al Viola Park. Il suo modo. «Esiste sempre una correlazione tra sogno e obiettivo e noi dobbiamo avvicinarli il più possibile tra loro». Insomma, siamo fatti della stessa sostanza del sogno, ma per realizzarlo «ci vogliono tempo, lavoro e pazienza. Io non racconto favole per promettere cose che non si possono verificare. Io racconto la costruzione di possibili fatti che a novembre se si realizzano possono far sognare i tifosi. Ho una mentalità molto competitiva: non accetto da me stesso d’arrivare ottavo per quattro anni di fila, quindi nemmeno dal mio club. Posso accettare di arrivare 14esimo per arrivare sesto, quarto, terzo l’anno successivo».
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport