“Ci deve sempre essere il rispetto della maglia, della tradizione, della città, di tutti i valori che contraddistinguono il colore viola”.

Così si è espresso Mario Cognigni dopo la sconfitta di Palermo. Frasi rivolte ai calciatori e a Paulo Sousa, e, francamente, l’attuale Presidente della società di Viale Fanti ha assoluta ragione.

C’è un solo problema in quello che ha detto Cognigni. Ovvero che le parole sono state pronunciate senza intenzione di autocritica. È stato come se l’uomo di fiducia dei Della Valle avesse voluto parlare nelle vesti di tifoso deluso.

Peccato che la “tradizione” della Fiorentina racconta che mai nella loro storia i viola avevano passato 16 anni senza alzare un trofeo. O meglio. Solo in un’altra occasione la squadra gigliata era rimasta a secco per 16 stagioni consecutive. Parliamo del periodo 1975-1990, anche se, a differenza della Fiorentina “Dellavalliana”, in quegli anni i viola andarono vicinissimi allo scudetto (81-82), ottennero un buon terzo posto (83-84) e arrivarono in finale di Coppa UEFA (l’odierna Europa League) nell’89-90.

La Fiorentina dal 2001 ad oggi, invece, può vantare al massimo una finale di Coppa Italia (persa contro il Napoli tre anni fa), senza contare che la squadra viola non è mai andata oltre il quarto posto.

Ecco perché parlare di “rispetto della tradizione” oggi non può che essere sbagliato. Perché la “tradizione” della Fiorentina non è certo passare 16 anni senza vincere neanche una Coppa Italia. Forse, a volte, sarebbe più saggio riconoscere i propri errori e fare “mea culpa”, piuttosto che salire su un piedistallo e distribuire le colpe ai sottoposti.
Tommaso Fragassi