L’edizione odierna de La Nazione si sofferma sul tema del finale di stagione della Fiorentina che, con altre sei partite pressoché inutili, rischia di scivolare via fra la noia e l’indifferenza generale.

Come trascorrere questo mese e mezzo, con sei partite probabilmente inutili, fra assenza di obiettivi e presenza di tensioni? Essendo passato in secondo piano il calcio giocato è questa l’occasione per recuperare distanze, impostare almeno una parte del futuro, invertire il trend della noia e assenza di passione. Fra una frecciata e l’altra, sarebbe il caso di intensificare le presenze, ammettendo anche gli errori commessi nella gestione dell’allenatore, proprio per risparmiare il continuo scambio di astio maltrattenuto. La Fiorentina dovrebbe sfruttare il finale di stagione anche per prendere di petto una questione fondamentale: il rinnovo del contratto di Bernardeschi, che altrimenti si trasformerà in un pericoloso tormentone estivo. E poi – sempre per dimostrare che il contatto con la città è continuo e il futuro si costruisce con passi strutturali – sarebbe utile offrire aggiornamenti frequenti sul nuovo stadio, proprio per rassicurare tutti e rendere più concreta la volontà di investire sul vero salto di qualità. Aumentare l’identità con Firenze: questo è il vero gap che la società deve colmare e ogni iniziativa che andrà in questo senso porterà solo vantaggi. Nelle sei partite che mancano potrebbero infine trovare più spazio le promesse che la Fiorerentina ha in rosa, o anche nel proprio settore giovanile: un modo per spingersi oltre e superare un presente senza stimoli, né prospettive, a parte quella di non scivolare oltre l’ottavo posto. Quello sarebbe un problema anche per non scivolare nel ranking della prossima coppa Italia, uscendo dal pool delle teste di serie”.

Fonte: La Nazione

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