Sarà definitivamente addio tra la Fiorentina e Gonzalo Rodriguez al termine della stagione. Il quasi 33enne argentino ha ormai deciso di svincolarsi, e niente e nessuno può più fargli cambiare idea. Se ne andrà così una della figure più importanti di quella ricostruzione viola dell’estate del 2012, una rivoluzione assolutamente positiva, ma sempre accompagnata dal rimpianto per non essere riusciti a perfezionarla durante le stagioni successive.

A dire il vero, proprio per tutto ciò che Gonzalo ha significato per Firenze, avremmo sperato in un atteggiamento diverso da parte del calciatore. Tuttavia ce lo saremmo aspettati, anche perché già da diversi mesi il difensore argentino sembrava un altro giocatore. Errori di disattenzione, scarsa cattiveria agonistica sia in fase di copertura ma, soprattutto, sui colpi di testa in occasione dei calci piazzati, suo vero e proprio cavallo di battaglia.

Ce lo saremmo aspettati, dunque, ma da un capitano come lui la decisione di svincolarsi fa male, e genera soltanto delusione. Gonzalo andrà via, lasciando più amarezza che gioia, e come lui quest’anno sarebbe meglio se se ne andassero tutti quelli che stanno dimostrando lo stesso atteggiamento. E’ forse giunto il momento, infatti, di una nuova rivoluzione, a cinque anni di distanza dall’ultima vissuta sulle rive dell’Arno. Una ricostruzione che deve partire da poche figure solide di giovani, mirando a restituire alla Fiorentina la dignità che compete ad una delle cinque squadre con più partecipazioni al campionato di Serie A, una compagine storica, che sicuramente merita di meglio, e non giocatori che al primo problema preferiscono risparmiare le forze, o stracciare contratti.

Tommaso Fragassi

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