Queste le dichiarazioni di Chiesa, intervistato dal Salotto Viola su Sportitalia:

“Il mio gol alla Juventus? Non è da tutti i giorni vincere contro la Juventus, non avevo mai vinto a Vinovo, è stata un’emozione fantastica. Giocare in prima squadra e poi vincere con la Juventus è un’emozione indescrivibile. Il mio percorso? Dopo 10 anni nel settore giovanile sono sto promosso in prima squadra, è stato un salto difficile, non solo dal punto di vista tecnico e tattico ma anche sociale, il rapporto con i tifosi ad esempio è una cosa nuova. In Primavera c’è Perez che è un bravissimo ragazzo, ma credo che ne arriveranno degli altri a giocare in prima squadra. Il mio esordio? Sousa il 20 agosto mi ha chiamato e mi ha detto che Borja non avrebbe potuto giocare e che dovevo sostituirlo. Mi tremavano le gambe, ho mandato un messaggio a mio padre e lui mi ha risposto: “Ok buona fortuna”, è sbiancato. Il mio ruolo? Per 10 anni ho fatto l’esterno di sinistra, quest’anno ho già ricoperto diversi ruoli, ma mi piacciono tutti. Paragone con mio padre? Forse il tiro ogni tanto, ma sono un altro giocatore e devo lavorare ancora tanto per diventare come lui. Sousa è un bravissimo tecnico, sa spiegare benissimo gli esercizi, mi ha aiutato a crescere. Un compagno con cui ho legato particolarmente è Bernardeschi, ma anche con tutti gli altri italiani, come Astori. Il momento attuale? Non arrivano i risultati, nonostante tutte le occasioni create, solo la prima mezz’ora a Milano non abbiamo giocato bene. L’Inter ha segnato subito, poi ha raddoppiato, non abbiamo avuto il tempo per capire cosa stava succedendo. Il mio cognome è Chiesa, non ci posso fare niente, ma non ho nessuna pressione, c’è più pressione ad aver esordito in Serie A a 18 anni. Mio padre? In privato è mio babbo, cerca di starmi vicino, lui ha vissuto con me questa scalata e adesso spera che io possa rimanere qui a lungo. Il mio futuro? Non penso al futuro, devo migliorare tantissimo, spero di stare più a lungo qui, sicuramente. Il mio modello? A parte mio padre, Kakà, da piccolo ero appassionato del Milan e dei grandi giocatori che aveva. La Juventus è la squadra che mi ha impressionato di più. Il mio segreto? Essere costanti e concentrati, non concedere mai niente perché questo è un sogno, ma dobbiamo lavorare sempre. La classifica? Il nostro sogno è vincere lo scudetto, o comunque arrivare in zona Champions. L’Europa League e la Coppa Italia sono due obiettivi importanti da raggiungere in questa stagione”.

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