Chi ci segue, lo sa: un po’ per l’età, un po’ perchè il passato è spesso migliore del presente, un po’ perchè… historia magistra vitae, ci piace fare collegamenti col calcio che fu. Personaggi, risultati, situazioni, tutto ciò che aiuta a capire e comprendere. Quando poi a fine partita ti messaggi con un importante dirigente e ricevi la sua approvazione (“Ottima costatazione, bravo ste”) allora capisci che… Correva il martedì 25 settembre 2012, si gioca la 5° giornata di campionato, Fiorentina reduce da 2 vittorie, 1 pareggio ed una sconfitta. Situazione migliore di adesso, non c’è dubbio. La partita è (guarda caso) Fiorentina-Juventus con i bianconeri a punteggio pieno, già una spanna sopra gli avversari. Eppure quel giorno la Fiorentina del “primo” Montella dette un’autentica lezione di calcio alla Juventus, la costrinse per 90′ nella propria metà campo, mise in mostra un Pizarro monumentale, un Roncaglia arrembante, uno Jovetic sfortunato (traversa clamorosa nel primo tempo), un Cuadrado imprendibile. Ed un Ljajic sciupone che mise a lato un destro sotto la ferrovia che grida ancora vendetta. Sopratutto Montella giocò col 3-5-2, con due “falsi neuve” (Jovetic e Ljajic appunto…) con un centrocampo tutto qualità e fantasia formato da Borja Valero, Aquilani e Pizarro. Se ci fate caso, ci sono tantissime analogie col Fiorentina-Juventus di sabato: il modulo, la data, l’andamento della partita, la situazione generale. E poi l’impressione finale: che il campionato della Fiorentina sia cominciato proprio contro la Juve, e che questo pareggio (due punti persi, certo, ma una formidabile iniezione di autostima) sia la spinta decisiva verso un campionato spettacolare e ricco di soddisfazioni. Proprio come successe nel 2012-2013. Ah, dimenticavo, queste ultime deduzioni sono il contenuto del famoso messaggio di cui sopra…

  • Andando nello specifico, il pareggio contro la Juventus ha regalato le prime tre certezze a Vincenzo Montella. Oltre ad una posizione personale ben più salda e ramificata. 1) non si può prescindere dalla difesa a tre. 2) non si può prescindere da Castrovilli. 3) Franck Ribery è “dentro” al progetto Fiorentina e sarà il leader di questa squadra. Ma andiamo con ordine: Milenkovic, Pezzella e Caceres sono per distacco i migliori difensori a disposizione, con buona pace di Ceccherini e Ranieri. Per non parlare di Lirola e Dalbert che difensori non sono. A questo punto si pone un problema di uomini: quando sarà pronto Pedro, chi gioca e chi sta fuori? Col 3-5-2 toccherebbe ad uno tra Chiesa e Ribery. Impossibile, lo diciamo subito. A meno che Federico non si convinca a fare tutta la fascia (come quinto a dx), ma anche questo non succederà. Col 4-3-3, invece, starebbe fuori uno dei tre difensori, e con due terzini (praticamente due ali) come Lirola e Dalbert c’è poco da stare tranquilli. Quindi che fare? Noi ci permettiamo di suggerire un 3-4-3 (oppure un 3-4-2-1, con i due esterni offensivi più dentro al campo) ed un centrocampo a rombo: Badelj vertice basso, Dalbert e Pulgar ai lati, e Castrovilli vertice alto (che nasce trequartista e sfrutterebbe al meglio le proprie caratteristiche). Pedro, Chiesa e Ribery il tridente offensivo. Che dite? Teoricamente ci sta tutto, poi lo sappiamo… la pratica è altra cosa. Però, sarete con noi, è tutto molto promettente ed affascinante.

Chiusura doverosa con Ribery. Lo stesso dirigente del messaggio, alla mia titubanza su età e motivazioni del francese, qualche settimana fa mi ribatte: “sappi che Ribery è proprietario di un centro sportivo a Nizza, ha uno staff personale, e si allena tre ore al giorno. Anche da solo. Questo, a 36 anni, sta bene ed ha voglia come un ventenne…” Ora, come un ventenne forse no, però la rincorsa (e tackle vincente) su Ronaldo dopo aver perso palla, mosso dall’orgoglio del campione e dal puntiglio del fuoriclasse, è stato uno spettacolo nello spettacolo. E poi la sapiente gestione della palla (meno dribbling, più presenza nel cuore dell’azione), un assist al bacio per Dalbert che… lasciamo perdere, la corsa sotto la Fiesole nel dopo partita, insomma… Franck Ribery ha tutte le carte in regola per far innamorare Firenze. E Firenze si sta già innamorando di lui. Noi allora ci facciamo da parte, e li lasciamo soli…