Cessione di Fagioli? Corriere dello Sport: "Il centrocampista è in bilico, ma cederlo può essere un errore"

Nessuno dei centrocampisti è un play-maker classico, nemmeno Oulai. E' un buon motivo per mettere l’ivoriano e Fagioli insieme lì nel mezzo a scambiarsi compiti.

10 agosto 2026 10:28
Cessione di Fagioli? Corriere dello Sport: "Il centrocampista è in bilico, ma cederlo può essere un errore" -
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FIRENZE - Sono arrivati due calciatori come Atta e Oulai potenzialmente da inserire nella categoria grandi calciatori ognuno a modo proprio, e sta per arrivare Thorstvedt (27 anni) che sarebbe il primo da chiamare se ci fosse bisogno di un testimonial dell’usato sicuro e garantito: i tre insieme potrebbero ridisegnare il nuovo centrocampo di Grosso, ma non è questo un buon motivo per rinunciare a chi, viceversa, del centrocampo viola è stato l’anno scorso il punto di riferimento e ha tutte le qualità in regola per continuare ad esserlo. Nicolò Fagioli, of course, in chiave anche Nazionale per portare avanti la funzione di Fiorentina serbatoio del calcio italiano che è sempre stata a cuore al Viola Park.

REGISTA VERO. Intanto, perché Fagioli incarna il prototipo del calciatore che nessuno degli altri tre per caratteristiche specifiche è: quello del regista. Atta, Chopin del pallone, deve giocare dove vuole e come vuole, punto e basta; a Oulai va concesso lo spartito (per rimanere in tema) più ampio possibile nelle due fasi di gioco, per la capacità di essere decisivo dalla metà in campo in su e l’efficacia in interdizione da metà in giù; Thortsvedt (sempre se) come pochi altri sa tenere le distanze giuste tra i reparti, ma appunto nessuno dei tre rappresenta il play-maker classico a cui consegnare il pallone in impostazione. Nemmeno Oulai, che è quello che più ci si avvicina e questo invece è un buon motivo per mettere l’ivoriano e Fagioli insieme lì nel mezzo a scambiarsi compiti e posizioni, togliendo così qualsiasi riferimento agli avversari. «A me piacciono i calciatori di qualità e vederli uno accanto all’altro è una soluzione»: l’ha detto Grosso dopo Real Madrid-Fiorentina, partita in cui Fagioli ha sostituito Oulai al 12' della ripresa per vestirsi poi da rifinitore e consegnare a Kean il pallone del 2-2, ma dopo non ce n’è stata più occasione, perché l’influenza ha fermato l’ex Trabzonspor contro il Deportivo A Coruna.

SOLO LA PREMIER. E proprio nell’ultima amichevole, l’ex Juventus ha confermato la bontà del suo gioco fatto di lanci precisi e di invenzioni che possono cambiare il corso della partita («Nicolò vede passaggi che soltanto lui vede», e questo l’ha detto Atta, a cui sono bastati pochi giorni per parlare e capire subito la stessa, non per tutti, lingua del piacentino): se toglie la patina di aplomb nelle cose che fa e che gli dà un’aria di sufficienza che sufficienza non è, e se evita di perdere qualche pallone a ridosso dell’area viola sulla pressione degli avversari che lo conoscono e gli vanno addosso, tanto di meglio in giro non c’è. Per ora, in un centrocampo così folto, il nome che si fa in partenza è sempre il suo e le “voci” indicano nei club della Premier League quelli interessati e gli unici in grado di soddisfare la richiesta della Fiorentina: trenta milioni, non di meno. Questo sì, nel calcio d’oggi costruito sempre più spesso sulle traiettorie degli incroci economici e non più tecnici, sarebbe un buon motivo. Ma sarebbe anche un peccato.

Lo riporta stamattina il Corriere dello Sport