Vittorio Cecchi Gori, ex magnate del cinema, questo pomeriggio si è raccontato per la prima volta dopo tanti anni nel salotto di Barbara D’Urso. Lo ha fatto rinunciando a presentarsi al Franchi, nonostante fosse stato invitato. Troppo importante per lui fare chiarezza su alcuni eventi che hanno caratterizzato la sua vita.

Vittorio Cecchi Gori, dunque, torna a parlare e qualcuno sugli spalti mormora. In un periodo di tensione tra tifosi e società non può che succedere. Qualcuno si limita a ricordare Batistuta, qualcun’altro esalta la figura del padre Mario, qualcuno, invece, azzarda addirittura il paragone tra la Fiorentina di allora e quella di adesso.

Il sangue gela al solo pensiero, ma quando la rabbia per le ultime prestazioni della squadra supera l’autocontrollo, è normale che qualche tifoso deluso trasformi il pensiero in parole. In particolare ci torna alla memoria uno scambio di battute avvenuto qualche giorno fa tra due anziani signori davanti ad un bar. “Hai sentito Cecchi Gori? Ha rifiutato l’invito dei Della Valle per andare in televisione” questa la frase di uno dei due, seguita subito dalla risposta: “Almeno con lui abbiamo vinto due Coppe Italia, poi ti ricordi Batistuta?”. La frase che è seguita a questo rapido scambio di battute è quella che quasi sempre viene tirata in ballo parlando di Cecchi Gori, ovvero: “Però ti ha mandato in C2”. Già, il fallimento, la Fiorentina ha pagato a caro prezzo la vita sregolata del suo presidente.

In altri tempi la discussione sarebbe terminata con la parola “C2”, ma non questa volta, perciò oggi la raccontiamo. L’amico che ricordava con nostalgia gli anni ’90 della Fiorentina, infatti, ha risposto così: “Meglio un giorno da leoni che mille da pecore”.

Quello appena citato è un semplice scambio di battute, una discussione come potrebbe anche essere avvenuta oggi allo stadio, parole, però, che ogni settimana diventano sempre più frequenti. Nonostante i molti discorsi sul futuro, sullo stadio nuovo e sui progetti per le prossime stagioni, i tifosi cominciano a vivere nei ricordi. E qualcuno nei ricordi preferisce cullarsi, perfino in quelli del fallimento, che 15 anni fa sembrava essere il punto più basso mai raggiunto dalla Fiorentina.

La nostalgia è un sentimento tipicamente umano, è vero, ma quando diventa troppo frequente occorre un rapido rimedio. Perché è provato che quando la nostalgia diventa una costante, prima o poi non può far altro che sfociare in sentimenti negativi, come la malinconia o, ancor peggio, la rabbia.

Tommaso Fragassi

 

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