Castrovilli deluso: "Fatte promesse non mantenute. Dopo gli infortuni ho pensato tante volte di smettere"
Per Gaetano Castrovilli il viola è casa, anche ora che il calcio lo sta tenendo sulla soglia, senza squadra e con un’avventura da aspettare
Ci sono maglie che si lasciano e colori che restano cuciti addosso. Per Gaetano Castrovilli il viola è casa, anche ora che il calcio lo sta tenendo sulla soglia, senza squadra e con un’avventura da aspettare. Campione d’Europa 2021, 131 presenze e 14 gol con la Fiorentina fino all’onore della numero 10: poi gli infortuni, le operazioni e il pensiero di smettere. Oggi il talento si racconta a cuore aperto, tra ferite, speranze e la forza del figlio Brando, che gli ha restituito coraggio.
Chissà che emozione diventare padre, Gaetano... «È un dono che è difficile descrivere. Brando mi ha cambiato la vita. Finché non diventi padre non puoi capire. Dopo gli infortuni ho pensato tante volte di smettere di giocare. Ma lui mi ha dato una forza incredibile. Per questo mi sono tatuato la sua mano sul ginocchio».
Quando ha sentito di non farcela più? «A Cesena dopo due mesi fermo per un problema muscolare. Il ginocchio stava bene e mi sono detto: ora arrivano pure gli infortuni muscolari? Basta, non ce la faccio più. Poi però guardo mio figlio che mi dice: ’Babbo, stadio!’. È un colpo al cuore, ma mi dona sempre il coraggio di ripartire».
Come fa un campione d’Europa a ritrovarsi senza squadra? «Mi sono state fatte promesse che non sono state mantenute. Ho sbagliato una scelta. Adesso però ho una nuova agenzia e sono convinto che troverò squadra. Ho 29 anni e ho ancora tanto da dare».
Cosa chiede alla sua prossima avventura? «Qualcuno che creda ancora in me. Ho sofferto mentalmente ma adesso mi sento bene e voglio una possibilità. Non mi precludo nulla: Italia, estero, Serie B o A. Poi starà a me. Mi alleno ogni giorno e un preparatore in Spagna mi ha fatto ritrovare gambe toniche come non le vedevo da tempo. Mi sto pure allenando col Figline, che ringrazio».
Quel grave infortunio del 2022 contro il Venezia torna mai nei suoi pensieri? «Spesso, specie quando guardo la Fiorentina. E vi giuro che la seguo sempre. Mi chiedo dove sarei potuto arrivare ma ricordarlo fa male. Non devo cercare il Castrovilli di prima: quello era giovane e spensierato, oggi sono più maturo. Devo ritrovare la leggerezza».
Quanto le è rimasto dentro di Firenze? «Un sentimento che non riesco a descrivere. Qui ho incontrato mia moglie ed è nato mio figlio. La Fiorentina mi ha fatto crescere come giocatore e uomo. Non sarei mai andato via: non fu una questione di soldi, come disse qualcuno, sarei rimasto tutta la vita qui».
E di questa nuova Fiorentina che pensa? «A me piace Fagioli. Adoro i giocatori che vedono il gioco e tengono la testa alta. Un altro che mi piace è Atta: non ha iniziato bene però ha qualità. Poi c’è Mastantuono, un ragazzo che ha una classe immensa. La Fiorentina non è partita bene. Spero torni dove merita».
Magari con lei in viola.. «In città tanti mi dicono: ’Dai, torna!’. Rispondo: ’Magari!’. Firenze ormai è casa mia, io e Rachele (la moglie, ndr) abbiamo scelto di vivere qui. Per cui nella vita non si sa mai».
Quale eredità vorrebbe lasciare un giorno a suo figlio Brando? «Umiltà, sincerità e determinazione. Vorrei crescesse spensierato, come quando giocavamo per strada. Nelle scuole calcio c’è troppa tattica: per me servono solo fantasia e divertimento».