CARO ROCCO, NON TE LA PRENDERE MA... PARLI, PARLI, E INTANTO LA FIORENTINA PERDE. SERVONO FATTI, NON PAROLE. SERVE UN NUOVO STADIO, UNA SQUADRA FORTE, E CALCIATORI ALLA RIBERY. L'EDITORIALE DI STEFANO BORGI.
Facciamo nostro un post di un illustre collega su Facebook: “se dividete il numero delle dichiarazioni di Rocco Commisso per quelle di Lotito, troverete i punti di distanza in classifica tra Lazio e F...
Facciamo nostro un post di un illustre collega su Facebook: “se dividete il numero delle dichiarazioni di Rocco Commisso per quelle di Lotito, troverete i punti di distanza in classifica tra Lazio e Fiorentina”. Così, d'emblèe... E come dargli torto? Rocco parla, dichiara, si lamenta e perde. Lotito tace, osserva, abbozza e vince. Noi, in mezzo a tanto marciume, aggiungiamo per i biancocelesti il potere politico di mamma Roma (nel senso di vicinanza fisica al palazzo), e la provenienza geografica di un certo Igli Tare. Al secolo discreto centravanti degli anni '90, oggi valente direttore generale degli anni 2000. Compresa l'opera di convincimento nei confronti di Sergej Milinkovic Savic che nel 2015, penna alla mano nell'atto di firmare per la Fiorentina, riceve una telefonata dalla madre che (in lacrime) lo invita a pensare bene a ciò che stava facendo. Sembra che di mezzo ci fosse la fidanzata e minacce non meglio identificate. Cosa vogliamo dire? Che, al giorno d'oggi, non puoi cambiare l'Italia. Ancor di meno, non puoi cambiare il calcio italiano. Ricordiamo a questo proposito il conte Flavio Pontello che nel 1982, in uno slancio reazionario e d'indipendenza, dette del “metalmeccanico” all'avvocato Agnelli. Poveretto, mal gliene incolse: Fiorentina derubata, seconda in classifica e scudetto scippato all'ultima giornata. Oppure Diego Della Valle che, illudendosi di essere appoggiato dalla maggioranza dei club di serie A, nel 2004 invitò Adriano Galliani: “a fare un passo indietro”. Per un calcio più giusto, un calcio più equo. Risultato? Fiorentina vessata dalla classe arbitrale, sull'orlo della serie B, obbligata a chiedere aiuto ai vertici federali. Che, per tutta risposta, la retrocedono in serie B, per poi infliggerle 19 punti di penalizzazione (poi ridotti a 15). Insomma, passano gli anni, gli uomini, i presidenti... e chi ci rimette? Sempre i soliti noti. Quindi: perchè sorprendersi, perchè meravigliarsi? Perchè scandalizzarsi se la Lazio (unica pretendente allo scudetto, oltre alla Juve) viene sponsorizzata (favorita) per dare interesse ad un torneo altrimenti già deciso? E, di conseguenza, scarsamente appetibile ai media ed alle pay TV? Perchè sorprendersi se il rigore su Caiceido non c'è? Oppure Bastos, che dovrebbe essere espulso con ignominia, viene a malapena ammonito? E lo stesso succede a Radu? Oppure qualcuno (ingenuamente) pensa che lo scudetto si decida sul rettangolo verde? Magari con arbitri ligi al dovere, ottemperanti al VAR ed alle direttive federali? Lasciamo stare, non ci prendiamo in giro... Ci rivolgiamo a Rocco Commisso che, anche oggi, dopo il furto dell'Olimpico parla e spiega le proprie ragioni. Rocco, Rocco... ma perchè parli? Ma chi te lo fa fare? Hai voluto investire in Italia, hai voluto dimostrare di avercela fatta, tu... emigrante in cerca di fortuna? Bene, però fermati lì. Non pretendere di cambiare il mondo. Perchè il mondo (in Italia) non si cambia.
NESSUN... ERRORE. Tu, Rocco, non devi fare errori. Hai presente Dragowski? E' giovane, è bravo, ma contro la Lazio ha fatto un errore: ha affrontato l'avversario. Che, sapendo del suo vantaggio, si è buttato. Ed i giannizzeri del potere (Fabbri, Calvarese, Mazzoleni) hanno eseguito. Oppure Badelj... Luis Alberto deve essere tirato giù, come hanno detto da bordo campo. E ancora Igor: il rimpallo sulla percussione del brasiliano, è un errore. No, non ce li possiamo permettere. Rocco, mi raccomando, tu non ti adeguare, non fare come Dragowski. E nemmeno come Badelj, come Igor. Tu devi prevedere, devi intuire, devi essere superiore. Tu, Rocco Commisso patron della Mediacom, costruisci una squadra forte, magari fatti uno stadio nuovo, e vinci. Gioca e vinci. Perchè sei più forte e più bravo degli altri. Tu fai di testa tua: investi se vuoi, ma fai di testa tua. Sopratutto... costruisci una squadra nettamente superiore alle altre. Così da vincere senza ricevere aiuti, senza avere favori. Vinci, perchè sei più bravo, perchè sei più forte, perchè sbagli meno degli altri. Vinci perchè rappresenti Firenze.
FRANCK IN CATTEDRA... E poi impara da Franck Ribery. Il francese ha 38 anni, e nonostante tutto, è sempre il migliore. Bene, caro Rocco: prendi calciatori sempre e solo come Franck Ribery. Forti, bravi, ma sopratutto... uomini veri. Professionisti che vanno al campo alle sei di mattina, che sono d'esempio per gli altri, che sono gli ultimi ad abbandonare il campo... magari spengendo le luci e chiudendo il cancello. Non contano i trofei, le coppe che hai vinto, conta perchè le hai vinte. Conta essere Franck Ribery. Tutto il resto, caro Rocco, è noia. E pare inutili...