Bucciantini: "La Fiorentina si è salvata senza Kean e con De Gea spesso incerto; i meriti di Vanoli sono evidenti"

Il punto di vista di Marco Bucciantini sulla stagione travagliata della Fiorentina e sulle prospettive future con vista sulla stagione 2026-2027

21 aprile 2026 21:18
Bucciantini: "La Fiorentina si è salvata senza Kean e con De Gea spesso incerto; i meriti di Vanoli sono evidenti" -
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Marco Bucciantini ha parlato in lungo e in largo dei temi d'attualità di casa Fiorentina all'interno de "Il Pentasport" di Radio Bruno.

Ecco parole del noto giornalista:

"Kean deve dimostrare di essere presente e affidabile. Si tratta di un problema fisico che si trascina da tempo: se continua a non scendere in campo, il segnale che arriva è quello di un peggioramento. Inoltre, circolano anche considerazioni piuttosto negative su questo tipo di dolore. Detto ciò, se per recuperare completamente ha bisogno di restare fermo quattro mesi, è giusto che lo faccia. Quando è in forma il suo valore è indiscutibile, altrimenti cambia tutto. La priorità assoluta è farlo guarire: non ha senso rischiarlo solo per mandare un messaggio al mercato o per accontentare i tifosi."

Sulla piazza:
"È una piazza che sente ogni giorno il bisogno di esprimere giudizi, quasi come se dovesse emettere continuamente sentenze definitive su tutto e su tutti. Gli opinionisti locali sembrano impegnati in un costante “giudizio universale”.
Intanto, però, la Fiorentina sta andando avanti anche senza Kean: ha raccolto 7 punti in una settimana in sua assenza. Il Bologna, dopo aver giocato giovedì, non è riuscito a imporsi contro la Juve, mentre la Fiorentina ha tenuto a Lecce. Non ha mostrato lo stesso livello di gioco visto prima della pausa, ad esempio contro l’Inter, ma quei 7 punti sono stati fondamentali per la tranquillità in classifica.
Adesso restano cinque partite in cui la squadra può dimostrare il proprio valore e in cui diversi giocatori avranno l’occasione di mettersi in mostra e guadagnarsi la conferma."

Su Piccoli:
"Quando Piccoli è in campo ti aspetti che riesca a dare qualcosa in più, non solo nel far salire la squadra ma anche in termini di incisività. Ha messo insieme qualche buona prestazione e un paio di gol, ma non ha mai trasmesso davvero l’idea di poter essere il centravanti su cui costruire il futuro dopo Kean. Col tempo potrebbe pesare meno anche la valutazione economica fatta su di lui, ma al momento resta proprio questo uno dei nodi. Al momento della presentazione, con la frase “vi sembreranno pochi quei milioni”, gli sono state caricate addosso aspettative importanti, forse eccessive. Si è trovato subito nella condizione di dover essere protagonista.
Eppure, anche senza Kean e con un Gudmundsson presente solo a tratti, la Fiorentina è riuscita comunque a conquistare i punti necessari per la salvezza."

Sul futuro:
"Vediamo intanto come si chiuderà la stagione: la squadra è riuscita a salvarsi anche senza Kean, con un De Gea meno incisivo rispetto all’anno scorso e un Gosens spesso alle prese con problemi fisici — parliamo di elementi chiave. Questo percorso è stato possibile anche grazie alla crescita di Ndour e di altri giocatori. Il 2025 è stato un anno complicato, mentre il 2026 ha dato segnali decisamente più positivi.
Va riconosciuto il lavoro di Vanoli, che è intervenuto su più aspetti: dalla condizione fisica all’organizzazione, passando per la mentalità e anche per il miglioramento tecnico di alcuni giocatori. Non ammetterlo significa restare fermi sulle proprie idee, senza volerle rivedere nemmeno di fronte all’evidenza."

Su Harrison:
"Per me è uno che completa il reparto. Non lo vedo un titolare per il futuro. Ma può completare il reparto se riterranno giusto fare quell'investimento. Questo è un organico di transizione. Quanta gente però tornerà dai prestiti... Mamma mia. E c'è da riscattarne un paio che dico: 'Oddio'. Anche Rugani, per completare un reparto, lo terrei. Sa giocare a tre, a quattro, ha esperienza. Ha un ingaggio che sproporziona le cose perché guadagna come due titolari insieme".