Bucchioni: "Sorprendente l'esonero di Grosso, incredibile che Paratici non ha costruito la squadra per lui"

Bucchioni ha parlato della situazione della Fiorentina a Virgilio Sport

17 settembre 2026 12:29
Bucchioni: "Sorprendente l'esonero di Grosso, incredibile che Paratici non ha costruito la squadra per lui" -
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Secondo posto nella Super Lig turca, 12 punti frutto di quattro vittorie e una sconfitta, miglior difesa del torneo con quattro gol subiti: è questo il ruolino di marcia, fino ad oggi, di Vincenzo Italiano e Dusan Valhovic con il Besiktas.Dopo aver lasciato il Bologna in estate, l’allenatore di origine siciliana sta conquistando i tifosi del ‘Tupras Stadyumu’ di Istanbul con un gioco effervescente e con prestazioni di alto livello e l’attaccante è tornato micidiale. La vetta, occupata dal ‘solito’ Galatasaray, è distante una sola lunghezza: i tifosi bianconeri possono sognare.

“Non avevo dubbi che Italiano facesse bene anche in Turchia. Ha fatto bene a Firenze e ha fatto bene in tutti i posti in cui ha allenato. A Firenze non l’hanno capito fino in fondo, ma se vai a rivedere la squadra che aveva quando allenava la Fiorentina ti chiedi come abbia fatto con quei giocatori ad arrivare a giocarsi tre finali di coppa. Ci sono arrivati in virtù del gioco. Il gioco, banalmente, fa crescere i giocatori. Quando i giocatori crescono, credono in quello che fanno, il gioco brillante e divertente li fa rendere molto di più rispetto a quello che è il loro valore tecnico. Italiano ha sempre fatto così. A Bologna si è confermato. La squadra di Thiago Motta sembrava inarrivabile come rendimento, lui l’ha migliorata ancora, nonostante le cessioni che il club felsineo ha fatto. E sta facendo bene anche adesso, perché propone un calcio moderno. Nel frattempo è migliorato anche nella fase difensiva, ha corretto alcune cose”.Italiano può anche contare su una vecchia conoscenza del calcio italiano al centro dell’attacco, quel Dusan Vlahovic che si è svincolato dalla Juventus il 30 giugno scorso e si è trasferito in Turchia per ritrovare il suo vecchio tecnico con cui ha condiviso, anche se un breve periodo, l’esperienza alla Fiorentina. Già quattro gol in tre partite in campionato per il serbo.“Il giocatore è adattissimo a quel tipo di calcio. Gli esterni arano la fascia, il centravanti apre gli spazi agli inserimenti. Ed è un giocatore che vede la porta e fa gol. È un po’ un mistero come la Juventus non abbia trovato un’intesa per tenerlo. Si è detto che costava troppo, ma poi è andata a prenderne un altro che alla fine è costato di più (Kolo Muani, ndr). Con Italiano ha già ritrovato il feeling che aveva avuto per quattro mesi a Firenze. Ricorderete quanto era devastante. Quando Vlahovic tornerà in forma, dopo i lunghi mesi dell’infortunio e del poco impiego alla Juventus, secondo me si toglieranno grandi soddisfazioni”.Un allenatore e un centravanti che hanno deciso di lasciare la Serie A: possono essere entrambi un rimpianto per i club italiani?“Italiano sta facendo un percorso che lo arricchisce. Anche Mancini e Mourinho, che sono tra i migliori in circolazione, sono andati ad allenare in Turchia. È un’occasione persa? Forse sì. Italiano è stato accostato per diverso tempo al Napoli, sembrava quasi fatta, poi alla fine non si è concretizzata. Il Napoli è una squadra a fine ciclo, con molti giocatori esperti, e avrebbe fatto fatica a giocare un calcio molto dinamico e aggressivo come quello che chiede il mister ai suoi calciatori. Ma se De Laurentiis dovesse decidere di rifondare e di partire con un ciclo nuovo, magari dopo Allegri, potrebbe ripensarci. Secondo me è un tecnico che può fare una carriera importante. E anche Vlahovic può essere un rimpianto per la Juve. È vero che voleva 30 milioni, però, alla fine, mettendo insieme i soldi che hanno speso per Kolo Muani e quelli che non hanno dato a Vlahovic, più o meno arriviamo alla stessa cifra. Con la differenza che uno i gol li fa, l’altro non l’abbiamo ancora visto. Magari ne farà, ma non tantissimi secondo me”.Infine, non potevano esimerci dal chiedere un parere su quanto successo alla Fiorentina con l’esonero di Fabio Grosso dopo tre giornate e il ritorno di Paolo Vanoli, partito subito alla grande con la vittoria ottenuta sul campo del Venezia grazie alla tripletta realizzata da Franco Mastantuono.“Il cambio è stato sorprendente, perché nel momento in cui un direttore sportivo sceglie un allenatore, magari andando anche un po’ controcorrente e ritenuto forse non prontissimo per una piazza come Firenze, ti aspetti che ci sia una convinzione molto forte alle spalle. Paratici lo aveva voluto fortemente, lo conosce da tanto tempo e aveva puntato su di lui. La cosa incredibile è che poi non gli è stata costruita la squadra che l’allenatore voleva e non gli sono stati presi i giocatori più adatti al tipo di calcio che ha sempre fatto. Non te lo aspetti da uno come Paratici, che ha una grandissima esperienza”.Come si è arrivato all’epilogo tanto sorprendente quanto drastico?“Io non so cosa sia successo tra loro, ma se prendi un allenatore come Grosso lo devi aiutare e proteggere, perché sai che in una piazza così non ci ha mai allenato. Gli devi costruire la squadra e metterlo nelle condizioni migliori per poter lavorare. Dobbiamo riconoscere a Paratici anche una certa umiltà. Riconoscere l’errore, tornare indietro e prendere l’allenatore che lui stesso aveva detto non essere quello che voleva per il progetto calcistico che stava nascendo, non è da tutti. Vanoli conosce molto bene l’ambiente, ha una carica agonistica straordinaria e ha lavorato tanti anni con Antonio Conte. È quella scuola lì, quella tipologia di allenatore che tira fuori il meglio dai giocatori nell’immediato, li spreme, tra virgolette, e riesce a entrare in sintonia mentalmente con loro. La squadra ha trovato un punto di riferimento, una guida carismatica che prima non aveva”, ha concluso Bucchioni a Virgilio Sport.