Brescianini: "La lunga sosta casca a pennello. Ho accettato la Fiorentina perché ero sicuro della salvezza"

Le parole di Marco Brescianini raccolte in esclusiva da Toscana TV durante la sosta per le nazionali

01 ottobre 2026 21:39
Brescianini: "La lunga sosta casca a pennello. Ho accettato la Fiorentina perché ero sicuro della salvezza" -
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Marco Brescianini ha parlato in esclusiva ai microfoni di Toscana TV durante la sosta per le nazionali, soffermandosi sul lavoro della squadra, sulle differenze tra Vanoli e Grosso, sulla sua esperienza a Firenze e sulla propria crescita calcistica.

Sulla sosta per le nazionali:
"Stiamo lavorando molto duramente. Questa preparazione casca a pennello, perché il mister è rientrato poco prima di questa sosta e abbiamo avuto modo di ampliare il suo bagaglio".

Sulle differenze tra Vanoli e Grosso:
"Cambiano sicuramente alcuni concetti tattici. Io con Vanoli ho già lavorato l'anno scorso e so già cosa vuole, quindi per me è più facile trovare la posizione giusta in campo".

Sull'accettare Firenze lo scorso anno:
"Io ho accettato subito perché era una bella sfida, entusiasmante. Da fuori ero sicuro che la Fiorentina si sarebbe salvata. Ho trovato subito grande entusiasmo e voglia di fare bene. Ero sicuro della salvezza".

Sulla falsa partenza con Grosso:
"Certe cose è difficile spiegarle, perché non riesci a saperle diversamente. Avevamo iniziato bene anche nel ritiro estivo, poi i risultati non sono arrivati. Con il cambio di staff è arrivata una svolta e la scintilla che ci ha permesso di migliorare nelle ultime partite".

Sul ruolo a centrocampo:
"Nel 4-3-3 gioco da mezzala. Tutti i ruoli del centrocampo mi piacciono e mi metto a completa disposizione. Nel ritiro mi è capitato di fare anche il terzino e l'ho presa in modo positivo. Sono tutte posizioni che possono essere utili e possono aiutarmi anche nel futuro".

Sui compagni di squadra più forti:
"Sicuramente Fagioli ha quella padronanza che altri non hanno. C'è grandissima qualità nei nuovi arrivati, l'hanno dimostrato anche in partita. Riconosco le loro qualità e sono felicissimo di condividere tutto questo con i miei compagni".

Sulla sua crescita:
"Io sono stato fortunato, non ho mai avuto pressioni esterne. La mia famiglia è sempre stata con i riflettori non puntati su di me e mi ha fatto sentire tranquillo. Sicuramente gli anni dell'adolescenza, tra i 13 e i 16 anni, sono stati importanti. Ero piccolo e fisicamente facevo fatica. Devo ringraziare le persone che ci sono state al Milan, perché hanno creduto in me e hanno avuto la pazienza di aspettarmi. Quello mi ha sicuramente aiutato".