Poco più di 24 ore ancora e la Fiorentina scenderà in campo all’Atleti Azzurri d’Italia, dove alle 12:30 incontrerà l’Atalanta. Partita assai difficile sulla carta, sembra impossibile dover scrivere una cosa del genere, ma è la verità, domenica i pronostici penderanno in favore dei lombardi.

L’Atalanta, infatti, quest’anno è stata senza dubbio la rivelazione del campionato. Sedici vittorie su ventisei partite disputate, 51 punti totalizzati e un quarto posto in solitaria, a meno tre dal Napoli terzo, è un bottino di tutto rispetto. Il segreto di questo inaspettato successo non è casuale, dietro all’Atalanta c’è un fantastico lavoro svolto nelle retrovie, dall’allenatore, ma soprattutto da chi cura il settore giovanile. Già, fatta eccezione per Alejandro Gomez, la vera forza dei nerazzurri sono i giovani italiani. Petagna, Caldara, Grassi, Conti, Spinazzola e Bastoni, tutti nati tra il 1993 ed il 1999, tutti calciatori cresciuti sul suolo nostrano.

L’Atalanta è un riuscitissimo mix di gioventù ed esperienza, il cui vero merito è quello di aver riportato sotto gli occhi di tutti la consapevolezza del valore delle “nostre” scuole calcio. Negli anni se l’erano dimenticato un po’ tutti, ma la bella favola della compagine lombarda dovrebbe aver mosso le menti e i cuori dei vari esperti.

L’Italia deve ripartire da casa sua, perché non può competere con le possibilità economiche dei vertici europei. La Fiorentina, dunque, domenica non avrà solamente l’obbligo di cercare almeno di mettere in difficoltà la squadra allenata da Gasperini, ma anche di prendere appunti e imparare la lezione, prima che sia troppo tardi.

Imparare ad osservare e a valutare i giovani italiani, prima di partire in assurdi viaggi fuori confine perché, e suona strano dirlo, la “prossima Atalanta” vorremmo essere noi.

Tommaso Fragassi

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