Dobbiamo ammetterlo: la Fiorentina vittoriosa sabato scorso contro l’Udinese non è stata certo una delle più belle che abbiamo potuto ammirare nel corso degli ultimi anni, sebbene il sonoro tris calato di fronte ai friulani, almeno in apparenza, potrebbe far pensare tutt’altro.

Tuttavia il trend relativo al calo nel gioco (o meglio relativo allo spettacolo del gioco) non è cosa recente: dallo spumeggiante giropalla montelliano al pragmatismo lusitano di Paulo Sousa la differenza è tangibile. In ogni modo la flessione che da circa un anno contraddistingue le prestazioni della Fiorentina, prima nel gioco e poi di conseguenza anche nei risultati, ha pericolosamente sfiorato il limite proprio nella stagione in corso, che a lungo ha rischiato di essere (non) ricordata per il suo carattere anonimo.

Tutto ciò almeno fino a quello che può essere considerata lo spartiacque, sia sportivo che emotivo, della stagione viola, ossia la vittoria contro la Juventus. Il 2-1 casalingo contro i bianconeri ha ridato nuovo linfa all’ambiente ma prima ancora alla squadra che, dopo aver a lungo brancolato nel buio, ha ritrovato nel pragmatismo e nella concretezza il nucleo vitale del suo gioco.

Esempio lampante dell’efficacia del gioco dei ragazzi di Sousa è senza dubbio la vittoria casalinga ottenuta contro l’Udinese. Il tris rifilato alla squadra di Del Neri, oltre ad aver risollevato gli animi dopo la batosta di Roma, ha mostrato come il (ritrovato) atteggiamento concreto ed aggressivo della Fiorentina, anche a fronte di un avversario non certo animato da grandi motivazioni e sebbene non risulti un piacere per gli occhi, possa essere la chiave di volta su cui impostare il proseguo della stagione.

Con tanti punti ancora a disposizione, un posto in Europa ancora alla portata e gli imminenti sedicesimi di Europa League, il carattere pragmatico per il quale abbiamo a lungo apprezzato e celebrato il calcio della Fiorentina di Sousa sembra l’appiglio al quale aggrapparsi per sperare, e forse anche credere, che la stagione dei viola possa riservare ancora delle sorprese.

Gianmarco Biagioni