Balbo a tutto tondo su La Nazione: "Volevo restare alla Fiorentina. Vanoli si è meritato di tornare"
Per la prima volta dalla cessione, Luis Balbo prende parola e racconta se stesso: "La Fiorentina mi ha dato tanto come calciatore e come persona"
Dalla festa per lo Scudetto Primavera al salto in prima squadra, fino alla salvezza conquistata con la Fiorentina: in pochi mesi Luis Balbo ha vissuto momenti indimenticabili, grazie in particolare alla fiducia che gli ha dato Paolo Vanoli. Poi, in estate, l’addio (inatteso) e il trasferimento allo Sturm Graz. Adesso, per la prima volta dalla cessione, Balbo ha scelto di prendere la parola.
Luis, il suo addio ci ha colto di sorpresa. Perché ha scelto lo Sturm Graz? «Fin dal primo momento ho sentito fiducia da parte di questo club. Mi hanno presentato un progetto ambizioso. E poi ho parlato con Christensen, che qui c’è stato solo pochi mesi fa: mi ha parlato bene della squadra e della città. Le sue parole sono state decisive».
Dalla Serie A all’Austria: quali differenze ha trovato? «In Italia si lavora tanto sulla tattica mentre qui il calcio è fisico e con ritmi più alti. Imparare da entrambi gli stili mi aiuterà a diventare più completo».
A maggio sognava di restare a Firenze. La cessione l’ha delusa? «Quando passi tanti anni in un club è normale immaginare il futuro lì. E sì, era quello che allora volevo: restare a Firenze. Nel calcio, però, le cose cambiano. Porto con me ciò che ho imparato in viola ma ora sono concentrato sullo Sturm Graz».
Quanto peso ha avuto nella sua crescita Paolo Vanoli? «Tantissimo. Mi ha insegnato a essere esigente con me stesso, a non accontentarmi mai. È una mentalità che porterò con me per tutta la carriera. Mi permetto di aggiungere una cosa...» Prego... «Sono felice che il mister sia tornato. Si meritava la conferma già pochi mesi fa. Gli faccio un grande in bocca al lupo: sono certo che farà bene».
Segue ancora la Fiorentina da lontano? «Certo, come non potrei: vedo un progetto ambizioso e ne sono felice, specie per i tifosi. I Commisso stanno costruendo qualcosa di grande».
Pensando oggi ai suoi anni a Firenze prevale la gratitudine o resta un po’ di delusione? «Soprattutto gratitudine. La Fiorentina mi ha dato tanto come calciatore e come persona: lo Scudetto Primavera e il sogno di debuttare in Serie A sono ricordi che porterò sempre con me».